A quarant’anni dalla sua progettazione e creazione il teatro necessitò di una prima e consistente opera di trasformazione. L’architetto Francesco Fiori riuscì, durante la sua opera di rifacimento, anche ad ingrandirlo. La sala, nella sua nuova forma ad U, più chiusa e raccolta, rispondeva a un recente orientamento di gusto, tutto italiano. Sul finire del secolo, tra l’aggiornamento dell’immagine e la destrezza imprenditoriale dimostrata nella conduzione, il Teatro Valle, divenne un esempio di efficienza tanto che fu giudicato, a seguito di un’indagine governativa, “quello di maggior godimento del pubblico”.
A questo punto, nel 1821, fu necessario intervenire per ampliare gli spazi. La ristrutturazione fu completa e in muratura, per renderlo idoneo alle norme di sicurezza sugli stabili teatrali. I lavori si svolsero sotto la guida di Giuseppe Valadier. La novità di maggiore effetto fu la decorazione pittorica e a rilievo voluta dal Valadier, che aveva immaginato una sala “gaia e lucida”. La ricostruzione del Valle costituì il più complesso risultato, nel campo dell’architettura teatrale, del rapporto tra potere statale, cultura architettonica e imprenditorialità privata, e suscitò in generale apprezzamenti da parte di architetti e uomini di cultura. A lavori conclusi il Teatro Valle si presenta con la sala che rispetto al passato perde un ordine di palchi, si riducono a quattro; le dimensioni rimangono inalterate: gli ordini vengono comunque modulati in linee curve che danno il senso dell’eleganza e del movimento.
Nel corso del XIX e del XX secolo il Teatro Valle fu oggetto di altri lavori di ammodernamento. Gli affreschi del soffitto, il sipario ed il palco reale furono gli elementi su cui si intervenne.
Lo storico Teatro Valle fu acquistato nel 1969 dall’ETI, Ente Teatrale Italiano. All’ETI, in collaborazione con la Sovrintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici, si deve proprio la minuziosa opera di restauro effettuata nel totale rispetto dei canoni architettonici, riportando così il Teatro Valle alle sue origini.
Il 19 maggio 2011, il Teatro Valle, ha temporaneamente concluso la sua attività in conseguenza della dismissione dell’ETI. Attualmente si è in attesa di sapere quale sarà il destino dello storico teatro romano. Sul sito dell’ETI (www.enteteatrale.it) si legge: “Con il decreto legge n.78 del 31 maggio 2010, che conclude il suo iter legislativo, l’Ente Teatrale Italiano è soppresso […] Nel caso dell’Ente Teatrale Italiano, compiti e attribuzioni sono trasferiti al Ministero per i Beni e le Attività Culturali”.
Oggi, “sul piatto” dello storico Teatro Valle che “vive” da 3 secoli a due passi dal Senato, in attesa di giudizio, c’è il destino di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo che autorganizzati sono entrati nel teatro occupandolo.
Giornate in movimento, decisioni importanti per il futuro del Teatro e dei suoi lavoratori, scelte, proposte, discussioni, striscioni e mobilitazioni affinché il Valle continui ad essere non solo un palcoscenico ma un simbolo per la città di Roma e il mondo della cultura. Un augurio e un “in bocca al lupo” a che domani il suo palcoscenico torni a scrivere pagine di storia.