Da che cosa è nato il Teatro Ghione?
Chris (il pianista Christopher Axworthy, padrone dello stabile ed ex-marito di Ileana) una volta mi ha raccontato che il Ghione, negli anni ottanta, era un cinema. Prima ancora (negli anni ’30) si chiamava Rosa ed era nato come sala teatrale. Chris e Ileana, verso la metà degli anni ’80, sistemando il complesso e creando così camerini, platea, gallerie e corridoi all’interno della struttura, regalarono alla cultura capitolina uno dei gioielli da mostrare con orgoglio ai turisti che, ogni giorno, si muovono intorno a Via Delle Fornaci per raggiungere e visitare il Vaticano e Piazza San Pietro; non prima di aver regalato uno sguardo al maestoso stabile arredato in stile vittoriano.
Le prime stagioni erano improntate all’insegna della ricercatezza e della qualità: i master concert series furono una prerogativa imprescindibile nella programmazione del teatro. E ancora oggi il Ghione riserva un’attenzione davvero particolare alla musica; l’inaugurazione della stagione in corso è stata preceduta proprio da rassegne musicali: un Festival chitarristico internazionale e il Festival dell’arpa.
Quale è il filo rosso che unisce gli spettacoli e gli appuntamenti del cartellone di questa stagione teatrale?
Gli spettacoli in programma per la stagione 2010/2011 evidenziano l’importanza che il Teatro Ghione riserva nei confronti di una necessità sempre più stringente: quella di educare al teatro. Il tentativo è quello di aprire le porte alle famiglie, di avvicinare i ragazzi al comico prima e alla commedia poi, sfruttando l’accostamento di personaggi noti in ambito televisivo: Dado, Pino Insegno (dal 7 al 19 dicembre), Pablo e Pedro (dal 22 marzo al 3 aprile) ma anche Pino Ammendola, Peppe Barra, Valeria Valeri. E solo per fare qualche nome.
Come si inserisce, per esempio, Dado in quel “tentativo” di cui hai appena parlato?
Dado, in scena fino al 21 novembre, con il suo Il signor D, rappresenta molto l’emblema della “missione” insita nella scelta del cartellone. Dado non è solo un comico: il suo teatro-canzone viene costruito sul modello di Giorgio Gaber, ed è così che l’arte della comicità si unisce a quella della musica, formulando una miscela egregia di arte e ironia.
La strana coppia di Neil Simon, con Mariangela D’Abbraccio e Manuela Kustermann (in scena dal 23 Novembre al 5 Dicembre) è un altro esempio di commedia intelligente, un tentativo di portare il mondo del teatro nella nostra quotidianità, evitando una banalizzazione realizzata con il solo scopo di renderla vendibile.
Quindi un formula “a piccole dosi” soprattutto per i giovani?
Come vengono fatte al Teatro Ghione le “scelte” per il cartellone della programmazione?
Organizzare il cartellone di una stagione è sicuramente la cosa più difficile da fare quando si lavora all’interno di un teatro: bisogna tener conto di una molteplicità di aspetti sapendo fin dall’inizio che sarà impossibile conciliarli tutti. Occorre tener conto dei gusti del pubblico, sulla base dei riscontri ottenuti nelle stagioni precedenti. Un teatro, inoltre, viene identificato dalla sua programmazione e questo rende ancora più decisiva ogni scelta, compresa quella dei periodi dell’anno in cui mettere in scena ogni singolo spettacolo. Uno dei vantaggi del nostro teatro deriva dal fatto che può contenere fino a 500 posti.
…e quindi, in termini di programmazione cosa significa?
Una tale caratteristica consente – seppure nei limiti – una programmazione un pochino più coraggiosa rispetto ad altri teatri che non possono permettersi di sbagliare. Ecco perché nel corso della nostra stagione non mancano mai eventi molto originali e decisamente di nicchia; anzi, per i “nicchioni”, come direbbe Dado!
Si, la “Compagnia dei Giovani del Teatro Ghione” che per questa stagione, dall’ 8 al 27 febbraio, andranno in scena con il “Sogno di una notte di mezza estate”, insieme alla Compagnia dei Giovani del Teatro Sistina.
Il Teatro è sede anche di un laboratorio?
Si, il Ghione ha un laboratorio teatrale, diretto da Selene Gandini. E’ nato tre anni fa, con la realizzazione di corsi e l’allestimento di spettacoli che vengono poi messi in scena a teatro. La cosa bella è che molti dei nostri allievi sono entrati a far parte di compagnie in cui lavorano attori professionisti. Ed esiste anche un grosso legame tra le attività del laboratorio e gli attori che si alternano sul palco del Ghione nel corso delle stagioni; questo, oltre a essere di grande soddisfazione per i ragazzi, fornisce loro una concreta possibilità di lavorare nel mondo dello spettacolo.
Quali sono le caratteristiche strutturali del Teatro Ghione?
Come ho detto in precedenza il Ghione incarna perfettamente l’ideale del teatro: il maestoso palco si erge dinnanzi a una platea e a due anelli di gallerie. La sua struttura e la sua conformazione rende ottima la visione degli spettacoli, da qualsiasi angolazione. Le sale e i corridoi sono arredate in stile vittoriano, elegantissime, con grandi specchi collocati qua e là, alternati a foto e locandine dei primi spettacoli messi in scena al Ghione. Il teatro è intriso di un’atmosfera unica, come disse una volta Ileana: “ha l’aria un po’ retrò, ai suoi visitatori sembra dare l’impressione di essere sempre stato qui, con le sue storie da raccontare”.
Quali sono i rapporti del Teatro con i media?
Il nostro ufficio stampa coordina il rapporto con le varie testate giornalistiche. Il rapporto con il teatro Ghione e i media è stato sempre simpatico, sia con la carta stampata così come con la radio o la tv. Ho usato appositamente l’aggettivo “simpatico” per cercare di descrivere il legame affettuoso che lo lega agli altri media. Il teatro Ghione viene visto come un piccolo gioiello nel cuore di Roma, le sue modeste dimensioni non sono certamente paragonabili a quelle di altri grandi teatri della capitale. Ma forse è proprio per questo che suscita curiosità e simpatia.
Una delle cose che mi ha più colpito è stata proprio il legame instaurato con i ragazzi delle scuole e con i loro insegnanti. Roberta Blasi, la direttrice, ha sempre dato priorità alla collaborazione con le scuole e alla partecipazione dei ragazzi nelle attività del teatro ed è proprio grazie a lei se, oggi, il Teatro Ghione può vantare una solida rete di relazioni con la maggior parte delle scuole di Roma. D’altronde saranno proprio i ragazzi che ospitiamo nei matinée, un giorno, a decidere se la cultura teatrale meriterà ancora di occupare un posto nella società del futuro.
Che cosa ha “regalato” la città di Roma a Christopher Axworthy e Ileana Ghione?
Le iniziative di Chris e Ileana sono state sempre accolte con molto entusiasmo tanto che furono anche oggetto di un’importante riconoscimento istituzionale. E’ nel 2001 che Carlo Azeglio Ciampi (allora Capo dello Stato) conferisce a Ileana Ghione l’ambita onorificenza di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana, proprio per premiare il suo impegno nel mondo del teatro.
Nel 2005 Ileana purtroppo ci lascia. Ma lo fa nel miglior modo possibile, per lo meno per un attore: sulla scena, mentre veste i panni di Ecuba, il suo ultimo personaggio.
E’ possibile raggiungere il Teatro Ghione:
Con la metropolitana la fermata è quella di Ottaviano (a 800 metri);
Con la ferrovia si arriva da Stazione S.Pietro utilizzando le Ferrovie Regionali FR3 e FR5;
Con gli autobus:
per Via Delle Fornaci c’è il bus 64 (Termini – P.zza Stazione San Pietro)
e per Via di Porta Cavalleggeri ci sono i bus 190F, 46B, 881, 916F, 982, n20, 34, 571, 916, 98, n15;
E per chi arriva in macchina sono, invece, disponibili due parcheggi nelle immediate vicinanze: il Garage Bonifacio (Via Bonifacio VIII, 6) e il Parcheggio San Pietro (Via della stazione di S. Pietro, 52).