Interessante l’intervento del Professore Enrico Vizza, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ginecologia Oncologica dell’Istituto Nazionale Tumori Regina, che ha spiegato come “La nuova frontiera della chirurgia laparoscopica è rappresentata dalle tecniche monoaccesso e la robotica avrà un campo di applicazione elettivo nella chirurgia mininvasiva con un solo trocar. Se già la SILS rappresenta un’importante evoluzione della laparoscopia tradizionale in termini di minor invasività, minore dolore e recupero più rapido nel post-operatorio per il paziente, l’introduzione del robot nella chirurgia mininvasiva monoaccesso ha portato ulteriori vantaggi, soprattutto per il chirurgo, che può così ovviare ad alcune difficoltà tecniche di quest’ultima, dovute a una maggiore complessità della gestione degli strumenti in sede intraoperatoria, a causa dello spazio limitato di azione. Grazie alla visione tridimensionale offerta dalla telecamera con due ottiche, infatti, la chirurgia robotica permette un campo di azione molto chiaro, consentendo il governo degli strumenti in modo assolutamente naturale”.
Importanti anche i dati relativi agli interventi chirurgici in ambito di ginecologia oncologica che vedono l’Istituto Nazionale dei Tumori Regina Elena eseguire annualmente circa 450 interventi e dei quali l’85% per via endoscopica. Il Professore Vizza ha sottolineato infine come nel “nostro Centro negli ultimi 8 mesi abbiamo eseguito 30 interventi con la tecnica SILS e da gennaio 2012, 7 procedure attraverso la chirurgia mininvasiva mono accesso robotica. Il campo di applicazione principale della chirurgia mininvasiva monoaccesso è l’isterectomia radicale e la linfoadenectomia pelvica e lombo aortica nel carcinoma dell’endometrio e della cervice. Secondo la nostra esperienza, riteniamo che il futuro potrà essere rappresentato dall’utilizzo della SILS associata al robot per gli interventi più complessi, mentre per i casi più semplici, la SILS senza robot”.