Perché ha scelto di sostenere la campagna per le mamme africane di CBM Italia?
In Africa una donna cieca non può prendersi cura dei suoi figli, occuparsi della casa e di qualsiasi altra attività fondamentale per sostenere la sua famiglia. La Festa della Mamma è un’opportunità che abbiamo tutti quanti per impegnarci con un gesto concreto: portare dal buio alla luce una donna altrimenti destinata alla cecità.
Come è avvenuto l’incontro con CBM Italia?
E’ stato naturale e un piacere per me sostenere un’organizzazione che da più di 100 anni permette a milioni di persone di migliorare la propria vita. Ogni anno i medici di CBM operano migliaia di donne, bambini, uomini di cataratta. Il 90% delle persone non vedenti vive nei Paesi in Via di Sviluppo. Le condizioni igienico-sanitarie (malnutrizione, malattie, mancanza di servizi e di cure adeguate), fanno sì che una persona che vive in questi Paesi abbia una probabilità dieci volte superiore di perdere la vista rispetto a chi vive nei Paesi occidentali. Non possiamo restare a guardare, ognuno di noi può fare qualcosa!
Cosa vuole dire ai nostri lettori?
Vorrei fare un invito. Con 30 euro possiamo rendere possibile un intervento di cataratta a una donna, ma già con 5 euro possiamo contribuire a un’operazione che le può ridare la vista. Io ho deciso di festeggiare così la Festa della Mamma, sostenendo CBM Italia e rendendo così possibile un intervento chirurgico per curare la cataratta di una donna africana. Regalare a una mamma la gioia di vedere il volto dei propri figli: questo è il regalo più bello!
Beh, non rimane che unirsi a Filippa e con pochi spiccioli salvare la vista a chi altrimenti sarebbe condannato alla cecità. Diamoci una mossa allora!
Per donare
http://www.cbmit.org/landing_page.asp?l=127&d=dona