Si tratta di una grande “mole di dati che offriamo in forma strutturata, a disposizione di tutti, in grado di creare investimenti, posti di lavoro, nuove imprese, innovazione.” Così Alemanno, che è intervenuto allo “Spazio Novecento” in piazzale Marconi (Dipartimento Risorse Tecnologiche).
“Open Data”, questo il nome esatto del progetto, permetterà di far circolare dati in maniera libera, sempre privi di brevetti o di altre forme di controllo, che ne potrebbero limitare la riproduzione. Si tratta, perciò, di un sistema “open source”, o comunque vicino alla logica “creative commons” (ovvero quelle licenze di diritto d’autore redatte e messe a disposizione del pubblico).
Queste poi le parole dell’assessore alle Risorse umane e Servizi Tecnologici, Enrico Cavallari: “Saranno gli stessi romani a decretare il successo dell’iniziativa: attraverso dei sondaggi online i nostri utenti potranno esprimere il proprio indice di gradimento nei confronti delle applicazioni che le aziende piccole e medie proporranno a seguito della diffusione dei dati da parte dell’amministrazione capitolina come quelli relativi, ad esempio, alla cultura, al turismo, al commercio, alla popolazione e all’ambiente”.
Per chi volesse approfondire il progetto “Open Data”, c’è proprio un portale specifico a lui dedicato.