Nel ex borgata Ottavia, XIX Municipio, in via della Stazione di Ottavia 73, a due passi della via Trionfale, tra gli anni cinquanta e la fine degli anni sessanta del secolo scorso si registrò un notevole sviluppo edilizio e viario. Nella zona sorsero case popolari, fu intensificata la linea ferroviaria Roma-Viterbo e da pochi anni il quartiere è “servito” anche da un’uscita sul Grande Raccordo Anulare.
La costruzione delle infrastrutture nella borgata Ottavia è coincisa di pari passo con la scoperta di alcuni resti monumentali e stradali risalenti al periodo etrusco.
In particolare nel 1920, periodo in cui ebbe inizio la costruzione del quartiere, fu rinvenuto al chilometro 9 della Via Trionfale, un Ipogeo della dinastia degli Ottavi.
L’Ipogeo è un ambiente sotterraneo destinato per lo più a sepoltura o a luogo di culto di religioni mistiche. Quello scoperto in zona Ottavia risale al III secolo d.C., e fu denominato “Ipogeo degli Ottavi”, da cui successivamente è derivato il nome della zona.
La monumentalità di un Ipogeo era rappresentativa della posizione sociale del proprietario. Alla tomba, Ipogeo degli Ottavi, si accedeva, infatti, da un cunicolo scavato nel tufo che terminava in un vestibolo affrescato con motivi geometrici e da cui poi si entrava in una stanza affrescata e pavimentata con tasselli bianchi e con due bordature nere. In questa stanza furono rinvenuti 4 tombe i cui nomi degli occupanti erano incisi sui rispettivi sarcofaghi: Octavius Felix, Octavia Paolina figlia di Octavius Felix morta a soli 6 anni e deposta nella nicchia in asse con l’ingresso, in un sarcofago con la cassa decorata da scene di competizioni agonistiche fra bambini, e di altre due congiunte. Dei sarcofagi rinvenuti nell’Ipogeo ne è rimasto solo uno in loco, quello di Octavius Felix posizionato al centro della stanza ipogea, in un semplice sarcofago strigliato e con una tabella che riporta il suo nome e quello del liberto che pietosamente si occupò dell’inumazione.
Il sarcofago della piccola Octavia Paolina si trova in una collezione privata a Milano, mentre gli altri due sarcofagi, uno si trova al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo e l’altro in un corridoio del Ministero della Pubblica Istruzione. Il sarcofago conservato al Museo Nazionale Romano reca un affresco ispirato al mondo infantile e su cui campeggia uno scorcio dei Campi Elisi popolato da bimbi intenti a giocare e a cogliere rose gigantesche, al cospetto di Ermes, dio dei morti. Il motivo delle rose ricorre anche su altre parti dell’Ipogeo, in particolare sulle pareti dove sono stati rivenuti i 4 sarcofaghi.
Ciò che rimane oggi a Ottavia dell’Ipogeo è collocata all’interno di una proprietà privata che ha concesso la servitù permanente e l’accessibilità pubblica all’interno dell’area proprio per poter visitare il ritrovamento archeologico. Durante gli anni successivi, al rinvenimento di questo monumento, un po’ più in là nella zona, fu portata alla luce addirittura una necropoli etrusca con 20 tombe e una strada romana.
E’ possibile visitare gratuitamente l’Ipogeo degli Ottavi, in via della Stazione di Ottavia 73, prenotando la richiesta alla dottoressa Rita Santolini al numero 06 47788343.
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