Il Monte Testaccio altro non è che una collinetta artificiale, alta circa 30 metri, 54 dal livello del mare, e con una circonferenza di un chilometro, posta sulla sponda sinistra del Tevere, nella zona sud-est della Capitale, nasce dall’accumulo di testae, cocci, in prevalenza frammenti di anfore usate per il trasporto delle merci, sistematicamente scaricati e accumulati nella zona, con ogni probabilità, tra il periodo augusteo e la metà del III sec. d.C.. Una “discarica“, insomma, del vicino porto fluviale dell’ Emporium.
La maggior parte delle anfore, o meglio dei pezzi di anfore oggi visibili nell’area, riportano datazioni e indicazioni commerciali che le fanno risalire per 1/3 a anfore olearie di origine africana, provenienti dalla Byzacena, l’odierna Tunisia, e per 4/3 di origine betiche. La Betica era una provincia romana situata nell’attuale Andalusia.
All’atto pratico un accumulo di materiale di tale entità fu reso possibile dalla creazione, all’epoca, di una rampa e di due stradine che venivano percorse continuamente da carri ricolmi di anfore che arrivavano a Roma con vari prodotti pagati come tributo da tutte le provincie dell’Impero Romano. La discarica veniva, quindi, considerata il simbolo dell’orgoglio e del potere della Roma antica. Infatti, proprio per il loro contenuto le anfore non potevano essere riutilizzate per cui erano dei veri e propri “vuoti a perdere”.
Il Monte dei Cocci era di proprietà del popolo romano che lo difese strenuamente, nel corso del tempo, prevedendo addirittura pene detentive per chi ne asportava i “rifiuti”.
Le prime “memorie” del Monte Testaccio datano alcuni documenti 1256, periodo del pontificato di Alessandro IV, legandolo alle feste di carnevale, il ludus Testaccie.
Durante la seconda guerra mondiale sul Monte Testaccio vi fu installata anche un’intera batteria antiaerea, smantellata alla fine del conflitto e oggi ne sono visibili solo i resti delle quattro piattaforme per i cannoni antiaerei.
Il quartiere Testaccio, nel cuore di Roma, offre altre location interessanti per residenti e turisti. Per esempio da giovedì 29 settembre a domenica 2 ottobre l’appuntamento è con la festa di Testaccio e l’iniziativa “Tramonti e Cocci”. Dove stand di artigianato, modernariato, gastronomia, moda e abbigliamento, saranno visitabili tutti i pomeriggi dalle 17 alle 20. Oltre a passeggiare tra i prodotti in esposizione a caccia di occasioni da acquistare si potrà assistere ad eventi e spettacoli in cartellone.