Cos’è che rende Roma così unicamente irresistibile e affascinante? Non si tratta solo dell’innumerevole quantità di opere d’arte e resti storici di cui è cosparso il territorio della capitale, ma anche della sorprendete capillarità con cui queste costellano una vasta parte dell’area cittadina. Se dentro il perimetro del Grande Raccordo Anulare collocassimo una bandierina colorata sulla pianta della città, ne risulterebbe probabilmente un mosaico che nasconderebbe buona parte del tracciato viario. E se associassimo un grado di rilevanza storica e architettonica ad ogni bandierina, ci troveremmo ovviamente a dover scegliere di classificare le varie opere, basandoci più che altro su quanto quell’opera rappresenta Roma nel nostro personalissimo bagaglio culturale. E quindi probabilmente troveremmo ai primi posti Colosseo, San Pietro, Pantheon, Circo Massimo. Solamente più tardi andremmo ad elencare altri capolavori, alcuni visti solamente in cartolina o di cui abbiamo a malapena sentito parlare. Tra questi rientra probabilmente il complesso termale contenuto all’interno del Parco di Colle Oppio, le Terme di Traiano. Si tratta dell’impianto più grande tra quelli costruiti storicamente a Roma, ma paradossalmente anche del meno conosciuto.
Lo scorso 26 settembre è stato celebrato l’anniversario numero 1900 delle Terme. Come celebrato dai Fasti Ostiensi fu infatti nel 109 d.C., sotto l’impero di Traiano, che venne ultimata la realizzazione di questo imponente impianto. L’opera è attribuita all’architetto siriano Apollodoro di Damasco (autore anche del Foro di Traiano) ed a partire dalla sua inaugurazione si iniziò a parlare di edificio termale di stile “imperiale”. Con una superficie di circa 60.000 metri quadrati, le Terme rappresentarono il primo esempio di complesso termale monumentale aperto al pubblico e, fatto innovativo per quel tempo, accessibile anche alle donne.
Il suo progetto, oltre alla incredibile varietà di stanze per i bagni, previde una serie di accorgimenti davvero avveniristici per l’epoca: la presenza di grandi aree verdi dedicate a luoghi di aggregazione e svago per ogni classe sociale, biblioteche e palestre per la cura della mente e del corpo, ed un orientamento della struttura tale da massimizzare da una parte le quantità di calore e luce durante il giorno e dall’altra ridurre l’esposizione ai venti. Infatti, venne rivoluzionato il criterio dell’orientamento Nord-Sud, fino ad allora indiscusso, privilegiando quello disposto lungo l’asse Nord-Est / Sud-Ovest. Infine, venne inaugurata la disposizione speculare degli ambienti rispetto all’asse centrale. A partire da quel momento, i successivi impianti termali di Roma, tra cui le Terme di Caracalla, Diocleziano e Decio, vennero tutti realizzati secondo questi criteri. L’area su cui le Terme furono costruite era parzialmente quella su cui vennero precedentemente edificati altri capolavori memorabili dell’epoca, come il padiglione “Esquilino” della Domus Aurea (distrutta dall’incendio del 104 d.C.) e la struttura in cui venne rinvenuto lo spettacolare affresco chiamato “Città dipinta”. Per il resto, altri ambienti vennero realizzati appositamente con lo scopo di collegare le varie parti del complesso ed ospitare stanze adibite a spogliatoi (apodyteria), bagni e sale per saune e massaggi.
Dalla Forma Urbis Severiana, la pianta marmorea risalente al III secolo d.C., e dai resti attualmente presenti all’interno del Parco di Colle Oppio, è possibile ottenere una ricostruzione verosimile della planimetria, sfruttando anche i disegni rinascimentali conservati ed una certa somiglianza con altri grandi complessi termali (Caracalla tra tutti). L’accesso alle Terme poteva avvenire da diversi punti. L’ingresso monumentale situato a Nord-Est dava direttamente verso gli ambienti dedicati ai bagni. Proseguendo lungo la stessa direzione, si incontravano in sequenza la piscina di acqua fredda (natatio), il frigidariumcentrale ed infine le stanze dedicate al bagno tiepido (tepidarium) e caldo (calidarium). Sempre su questo lato si trovavano spogliatoi e palestre. I resti attuali delle Terme sono pochi ma imponenti: una esedra, quella della palestra situata ad est, l’abside della stanza posta sul lato meridionale e l’area delle Sette Sale, nome con cui sono noti gli enormi contenitori che assicuravano il rifornimento d’acqua per le Terme. Grazie alle epigrafi rinvenute, è stato possibile individuare alcune tra le numerose opere d’arte che dovevano decorare gli ambienti delle Terme. Tra queste, la statua di Laocoonte attualmente conservata nei Musei Vaticani, una grande vasca di granito ora situata all’interno del Cortile del Belvedere e un altare dedicato a Giove.
È indiscutibile come le Terme di Traiano rappresentino tuttora un luogo affascinante e suggestivo. Visitandole, si percorre un itinerario ideale attraverso un ambiente da sempre associato al relax ed al benessere psicofisico. Una struttura già allora fondamentale dal punto di vista del ruolo e dell’importanza sociale che rivestiva e che risulterebbe incredibilmente attuale anche al giorno d’oggi. Soprattutto in questo periodo dell’anno, quando inizia ad avvicinarsi la temutissima “prova costume”…
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