L’intenzione di De Vico era quella di realizzare un parco coi viali. In particolare, un viale principale che percorre tutto il parco, tra traverse che avrebbero collegato con una zona giochi per bambini, al bar caffè e allo spazio dedicato ai concerti. Inoltre, ci doveva essere un piazzale con laghetti, che avevano funzione di abbellimento.
L’inaugurazione avvenne nel 1930 (vi partecipò anche Mussolini), mentre tre anni dopo venne costruito uno chalet per il caffè (oggi, invece, è utilizzato come chiosco per panini e bibite).
Sempre l’architetto progettò pure una pista di pattinaggio, la piazza per il teatro per bambini e la cavea utilizzata per i concerti all’aperto. Quest’ultima, tuttavia, non venne mai terminata e, al suo posto, venne creato uno chalet rustico.
Tutto il progetto del parco Nemorense è ricondotto alla medesima intenzione, ossia quella di riempire una zona, all’epoca, quasi vuota. Solo dopo divenne area capace di ospitare, prevalentemente, gli impiegati dello Stato. Dagli anni ’80 in poi, il quartiere africano divenne zona abbastanza benestante e ricca di negozi (e di traffico!).