Il regista romano ha diretto film che hanno fatto la storia di un certo tipo di cinema. “Profondo rosso” (1975), “Suspiria” (1977) e “Inferno” (1980) sono ritenuti i suoi capolavori, ma andrebbero considerati a dovere anche i suoi primi lavori, in particolare la cosiddetta “Trilogia degli animali” composta da “L’uccello dalle piume di cristallo” (1970), “Il gatto a nove code” (1971) e “Quattro mosche di velluto grigio” (1971).
In tanti attendevano un ritorno in grande stile e l’annuncio dell’inizio delle riprese dell’ultimo capitolo delle “Tre Madri”, aveva provocato enorme interesse ed ansia di poterlo poi vedere al cinema. In realtà, è stata l’ennesima delusione, forse quella più grave.
I primi due film della Trilogia, ossia “Suspiria” e “Inferno” sono stati molto apprezzati dagli spettatori ed anche dai critici. All’estero “Suspiria” ha avuto numerosi riconoscimenti ed è forse più famoso dello stesso “Profondo rosso”, considerato da molti come l’opera perfetta di Argento. La Trilogia tratta delle vicende legate ad una triade di streghe antiche e spietate, Mater Suspiriorum (presente in “Suspiria”), Mater Tenebrarum (“Inferno”) e Mater Lacrimarum (“La terza madre”). Queste donne decisero di commissionare, all’architetto e alchimista italiano Emilio Varelli, le loro tre dimore collocate in diverse parti del mondo, Friburgo, New York e Roma. Ed è proprio a Roma che è ambientata gran parte dell’ultima parte della Trilogia, “La terza madre” (alcune scene sono state, però, girate nell’amata Torino). Sarah Mandy (Asia Argento), una giovane archeologa, viene chiamata da un’amica per aprire assieme un’urna da poco ritrovata a Viterbo. Quando l’urna misteriosa viene aperta, si materializzano una donna, una scimmia e tre demoni che uccidono brutalmente Giselle (Coralina Cataldi Tassoni), l’amica di Sarah. Si è quindi risvegliata Mater Lacrimarum, l’unica superstite delle streghe che, nei secoli, hanno seminato morte ed atrocità di ogni tipo. Piano piano si diffonde tra la gente una follia collettiva, si moltiplicano gli esorcismi e, intanto, diversi seguaci della strega si dirigono a Roma, la sede di Mater Lacrimarum. Alla fine, Sarah scoprirà di essere la figlia di una donna, Elise Mandy (Daria Nicolodi, che è anche la vera madre di Asia Argento), una strega “bianca” che, in passato, aveva contrastato il potere malvagio di Mater Suspiriorum. Toccherà, perciò, a Sarah il duro compito di opporsi e sconfiggere la crudele Mater Lacrimarum e fermare così la propagazione del male.
Si dovrebbe chiamare, quindi, un valido psichiatra per cercare di comprendere il disturbo che affligge il celebre regista? Tuttavia, ogni cosa potrebbe essere spiegata con un semplice dato di fatto. Dario Argento ha terminato le idee ed è questa una cosa naturale, perché accade anche a musicisti, scrittori e così via. Non ci sono problematiche di natura mentale, è solo l’assenza definitiva di quella “scintilla” chiamata idea.
Dario Argento è adesso impegnato nelle riprese del suo nuovo film “Dracula”, che uscirà in 3D. Progetto ambizioso, anche se pericoloso e azzardato, a causa delle numerosi versioni cinematografiche esistenti, prime tra tutte quella notevole di Francis Ford Coppola.
Insomma, il buon Dario le prova tutte per cercare di dire ancora la sua con nuovi film, ma difficilmente riuscirà a suscitare paura come nei suoi migliori lavori. Oggi, magari, può suggerire solo un po’ di tenerezza…