Forse i nomi in questione potrebbero rappresentare un vero indizio, anche perché sono tutti personaggi caratteristici e splendidamente modellati. Non è facile dimenticare, ad esempio, uno come Capannelle, con una fisionomia riconoscibilissima e con un modo di parlare, altrettanto particolare. Ed uno come “Peppe er Pantera? Il nome, si potrebbe dire, è già tutto un programma…
I personaggi de “I soliti ignoti” (1958) sono immortali, proprio come immortale è quel tipo di cinema, anche se lontano anni luce dallo stile contemporaneo della nostra cinematografia. Alla fine, è difficile trovare oggi, un regista come Mario Monicelli, da poco scomparso; oppure un nuovo Mastroianni, uno con le caratteristiche di Gassman, ed un altro col genio simile a quello di Totò. Questo è cinema del passato, ma un cinema di qualità assoluta, che ha delineato un’epoca e ha fatto conoscere, all’estero, tanti dei nostri migliori talenti. Non si può poi non considerare l’ambientazione del film. Roma, si può dire, è altro “personaggio” del film, non soltanto una semplice ambientazione da contorno. Qui troviamo la Roma delle periferie in difficoltà, realtà degradate, ma animate da spirito di rivalsa. Molto è lo spazio dedicato ai quartieri popolari, la vera anima di Roma. Quello stesso sottoproletariato urbano, che poi verrà descritto molto bene, e con perizia di particolari, nei romanzi e nei film di Pier Paolo Pasolini.
Con “I soliti ignoti” inizia un momento particolare del nostro cinema. Il genere comico cambia registro, abbandonando le tematiche e lo stile tipico dell’avanspettacolo e, servendosi delle tecniche tipiche del neorealismo, arriverà all’ironia genuina, immediata, semplice, ma estremamente efficace. E’ l’inizio di un genere che avrà modo di ottenere un clamoroso successo, specialmente di pubblica, la “commedia all’italiana”.
Il film, inoltre, segnerà un punto cruciale per la carriera degli attori che vi hanno lavorato. Vittorio Gassman, ad esempio, inizierà a girare film comici, abbandonando un po’ il ruolo da attore tragico, che fino ad allora aveva spesso interpretato a teatro.
E poi c’è Roma, qui magnificamente rappresentata. Possiamo riconoscere quartieri come l’Appio Latino, Portonaccio, o piazze, o zone ben definite, ad esempio Largo Armenia, Monte Sacro, via Britannia.
“I soliti ignoti” è, senza dubbio, uno dei capolavori della nostra commedia ed il merito è da attribuire al talento di Monicelli e dei tanti sceneggiatori, alla bravura degli attori e all’atmosfera unica di quella Roma. Anche un semplice turista può mettersi a lodare, a decantare, la Capitale d’Italia ma, nel caso di questo film, è veramente il caso di dire, che essa è divenuta, a tutti gli effetti, una città eterna…