La Comunità Giovanile Zampanò si è ancora una volta superata, proponendo per questa edizione una incredibile miscellanea di sonorità, arti e culture, originarie non solo dell’Africa ma dell’intero bacino del Mediterraneo, riconfermando l’evento come punto di riferimento degli appuntamenti culturali multietnici della provincia romana e dell’intera regione Lazio.
A conferma di quanto fossero sentiti questi principi ispiratori, il Festival è stato inaugurato il 2 settembre con la presenza simbolica di un infermiere di Emergency, associazione internazionale cui è stato devoluto l’intero ricavato della serata. La scena artistica è stata poi suggellata con due concerti: il primo della ONS, orchestra di musica mediorientale, con protagonista d’eccezione l’egiziano Samir Elturky, virtuoso di percussioni come darbuka, bongo e djembé; il secondo della “Red Stripes Reggae Band”, una miscela di chitarre, batteria, tastiere e bassi dal gusto euro-caraibico.
Quella del 3 settembre è stata la serata dei Labicanians e soprattutto degli Officina Zoè insieme a Baba Sissoko. Gli Officina Zoè, ormai da quasi 20 anni impegnati nella riscoperta di quei travolgenti balli tradizionali salentini chiamati pizzica e taranta, hanno incontrato i ritmi africani del Mali interpretati dal grande Baba Sissoko, che vanta collaborazioni passate con artisti eccezionali quali Dee Dee Bridgewater, Buena Vista Social Club e Youssou N’Dour.
Il 4 settembre ancora due concerti, con Baba Sissoko e a seguire Med Free Orkestra, fantastici interpreti di rielaborazioni senza tempo, dai Led Zeppelin a Duke Ellington, da Puccini al multietnico. Ancora una serata all’insegna della solidarietà, questa volta in collaborazione con “Libera – associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, creata da Don Ciotti, cui è stato devoluto il ricavato dell’evento.
Le quattro giornate sono state accompagnate da un’interessante mostra fotografica sulla popolazione dei Saharawi, allestita nel monumentale Salone delle Colonne, e da interessanti stage, che hanno visto la partecipazione entusiasta di numerose persone: danza del ventre, pizzica del Salento, diembé e balli africani. Immancabile, come per tutti gli eventi che si rispettino, è stato allestito uno stand enogastronomico “solidale”. Gestito dalla Onlus “Chiara per i bambini del mondo”, lo stand ha presentato prodotti tipici locali e africani ed il ricavato andrà a finanziare i progetti dell’associazione.
Aspettando la prossima edizione, il Festival ci lascia una commovente sensazione di comunanza e solidarietà, in un momento storico in cui questi motivi rischiano troppo spesso di passare inosservati.