Già da diversi anni la multicolore bandiera del Tibet è divenuta un simbolo internazionale che travalica gli annosi diverbi politici esistenti tra i due governi asiatici. Le dodici strisce, sei blu e sei rosse, convergenti verso il sol levante che spunta da una cima innevata (il Tibet), sono infatti rappresentazione di libertà, prosperità, felicità materiale e spirituale.
Roma è sede di diverse associazioni legate in qualche modo al Tibet. Asia (via S. Martino della Battaglia n.31, 06.4434034, www.asia-onlus.org) è un’associazione nata nel 1988 per promuovere la solidarietà internazionale nel continente asiatico e le adozioni a distanza. In particolare, collabora nella costruzione di scuole, ospedali e monasteri in Tibet orientale sostenendo lo sviluppo culturale, sociale e sanitario delle popolazioni di origine tibetana.
Dharma Tibet (via di Generosa n.24, 06.6531777 – 333.8867237, www.samantabhadra.org) è un’associazione culturale sorta nel 2002 con lo scopo di tramandare e preservare la cultura e le tradizioni tibetane, mediante l’organizzazione di corsi di lingua, astrologia tibetana, arte del mandala, musica, mostre ed eventi.
La lingua tibetana classica viene insegnata durante un corso biennale presso il “Dipartimento di Studi orientali” dell’Università di Roma La Sapienza (http://w3.uniroma1.it/studiorientali). Il riferimento è la Prof.ssa De Rossi Filibeck, (via Principe Amedeo n.182/B, 06.49913090, elena.filibeck@uniroma1.it). Presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, sempre all’interno dell’Università “La Sapienza”, sono attivi corsi di base e avanzati di storia dell’arte tibetana.
Il Museo Nazionale d’Arte Orientale “Giuseppe Tucci” (via Merulana n.248, 06.46974832 – 06.46974831, www.museorientale.it), situato dentro Palazzo Brancaccio, conserva reperti archeologici provenienti da Iran, Afghanistan e Pakistan, ma anche oggetti di origine nepalese e tibetana. Il settore dedicato a Tibet e Nepal è costituito da una raccolta di dipinti di stoffa arrotolabili (Thang.Ka) e statue in metallo e legno (Sa.Tsa.Tsa). Tutte le domeniche la visita guidata del museo è gratuita.
Pochi sono i negozi che vendono prodotti tipici e artigianali. La piccola Erboristeria La’ Xanh (via di S.Eustachio n.13, 06.68307032, apertura da martedì a sabato 10.30-13 e 16.30-19.30) ha una discreta scelta di prodotti biologici, integratori naturali per la medicina ayurvedica, oli e profumi tibetani. La Hutong Gallery (via Angelo Brunetti n.60, 06.3233145 – 349.5193049, www.hutongroma.it) è invece un punto di riferimento a Roma per l’arte orientale. Sono in vendita mobili ed antichi oggetti cinesi e tibetani la cui datazione risale tra VII e XX secolo.
Il mondo va avanti, in un frenetico rincorrersi di presunti e auspicabili miglioramenti. A questo ritmo incessante sembra talvolta frapporsi il monito della natura o di una persona autorevole o illuminata. Thubten Gyatso, quattordicesimo Dalai Lama, è tra coloro che hanno il potere di fermare il tempo, per l’autorità che gli è stata conferita. Tra i miglioramenti tangibili della nostra epoca c’è la circolazione quasi illimitata delle informazioni, corrette o sbagliate che siano. È lasciato a ciascuno di noi il difficile compito di selezionare, valutare, pensare, decidere. Anche il Dalai Lama si apre su Facebook (http://www.facebook.com/pages/14th-Dalai-Lama/107438165952604) consentendoci di avvicinarci alla cultura tibetana, per comprendere il significato profondo della poesia “A precious Human Life”, composta dal Dalai Lama stesso.
“Every day, think as you wake up.
Today I am fortunate to have woken up.
I am alive, I have a precious human life. I am not going to waste it.
I am going to use all my energies to develop myself, to expand my heart out to others,
to achieve enlightenment for the benefits of all beings.
I am going to have kind thoughts towards others.
I am not going to get angry, or think badly about others.
I am going to benefit others as much I can.”