Il 26 dicembre 1991 fu un giorno epocale. L’Unione Sovietica si sciolse ufficialmente dando vita a parecchi stati e staterelli tra loro indipendenti, almeno sulla carta, dal punto di vista politico. La Russia è il più esteso di questi stati, precedentemente chiamato Repubblica Socialista Sovietica. Agli occhi di un profano, l’effetto più lampante di questo evento fu la frammentazione del medagliere “sovietico” alle Olimpiadi, favorendo in tal modo i grandi rivali sportivi (e non solo) degli Stati Uniti e della Cina. Ma si trattò in realtà di un fatto storico memorabile che ebbe come risultato, tra gli altri, quello di favorire l’apertura culturale e sociale di un popolo fino ad allora egemonizzato e sovrastato da un regime totalitario.
Da quel momento, le nuove generazioni russe poterono iniziare ad aprirsi con minore timore verso culture mai esplorate prima, sperimentando l’avventura di confrontarsi con una Europa geograficamente vicina ma lontana socialmente anni luce fino a poco tempo prima. Pian piano cultura e tradizioni russe sono uscite allo scoperto anche nei paesi emancipati dell’Europa occidentale, nei quali la loro presenza veniva vista inizialmente con una certa diffidenza e perplessità. E con il passare del tempo, questa affascinante presenza ha preso piede catturando l’attenzione e suscitando molto interesse. Fino a quel momento ciò che si sapeva della Russia era probabilmente confinato per la maggior parte di noi a poche informazioni, ovvero la mitica bellezza delle donne russe, la proverbiale abilità dei giocatori di scacchi (i mitici Anatolij Karpov e Garri Kasparov tra tutti) ed il curioso fascino associato al souvenir russo per eccellenza, la matrioska. Col passare del tempo, i russi hanno incrementato la propria presenza nelle principali città europee, portando alla ribalta alcuni connotati prima sconosciuti.
A Roma la presenza russa è rappresentata politicamente dall’Ambasciata della Federazione Russa (http://www.ambrussia.com), situata in via Gaeta n.5 (zona Castro Pretorio). Per quanto riguarda il culto religioso, la maggior parte dei russi a Roma è di credo cristiano ortodosso. Quest’anno si celebra il primo anniversario della chiesa di Santa Caterina Martire, dipendente dal patriarca di Mosca e prima parrocchia di Roma per cristiani ortodossi. La chiesa, la cui costruzione iniziò nel 2003, è stata inaugurata il 23 maggio 2009. È situata dentro la tenuta di Villa Abamelek (zona Gianicolo), attuale residenza dell’ambasciatore russo in Italia.
La spiritualità cristiana orientale ha trovato un suo fulcro di rilevanza nella fondazione “Il messaggio dell’icona” (http://www.russiaecumenica.it/Default.aspx), creata nel 1976 con l’obiettivo di aiutare i profughi sovietici. La fondazione è oggi un importante centro di informazione sulla cultura cristiana del vicino oriente, luogo d’incontro e di dialogo ecumenico, punto di riferimento di livello internazionale per quanto riguarda l’iconografia cristiana orientale. L’iconografia è lo strumento tramite cui viene diffusa la conoscenza delle culture bizantina e slava da parte della fondazione, che organizza a tal proposito appositi cicli di seminari e conferenze. Nella sede, situata a Borgo Pio n.141, è presente una vasta scelta di icone contemporanee provenienti da diversi paesi dell’Oriente Cristiano, tra cui Armenia, Georgia, Bielorussia ed Ucraina; sono inoltre esposte e vendute riproduzioni su diversi supporti (carta, legno, vetro, pietra, pelle di pecora, guscio d’uovo) di stupende icone tra le più antiche e venerate. Per tutte le opere sono garantite l’autenticità della realizzazione a mano, il rispetto dei canoni tradizionali bizantini ed il prestigio degli artigiani.
In via Farini n.62 (zona stazione Termini) è presente l’Istituto di Cultura e Lingua Russa (ICLR – http://www.italia-russia.it/index.htm), attualmente la maggiore scuola di russo in Italia e punto di riferimento con esperienza ventennale per l’organizzazione di corsi di lingua (anche online), soggiorni studio in Russia (Mosca e San Pietroburgo), traduzioni ed iniziative culturali, tra cui concerti, eventi folkloristici e rassegne cinematografiche.
Una vastissima scelta di oggetti ispirati alla cultura, alla storia ed al folclore russi è “Mian”, in via dei Giuochi Istmici n.9. Il negozio tratta quadri, icone, drappi, scatole di lacca, tappeti, cristalli di San Pietroburgo, smalti e porcellane. Sul sito del negozio (http://www.mianfrancesco.it/) è possibile trovare informazioni storiche dettagliate sugli oggetti in vendita e sulla genesi di tradizioni centenarie come quella iconografica.
Un punto dolente della presenza russa nella capitale è invece quello riguardante la tradizione culinaria. I ristoranti ed i locali russi si contano infatti sulle dita di una mano. Quello più noto e amato dai romani era sicuramente la “Russian Tea Room”, suggestiva sala da tè che fino al 2008 ebbe la sede in via dei Falegnami (zona Trastevere). Dopo essersi trasferita per un paio d’anni in via dei Leutari (zona piazza Navona), questo caratteristico locale sembra essere sparito nel nulla e neanche i blog più accaniti sanno se e dove questa osannata sala da tè riaprirà. Si trattava in effetti di un posticino particolare, incantevole direi. Varcandone la soglia si abbandonava l’atmosfera chiassosa di Roma e si viaggiava in pochi istanti fino al centro della Russia, immergendosi nei suoi tipici colori ed odori. Il servizio era gestito da signore russe in abiti tradizionali e nel locale si potevano acquistare le squisite miscele di tè russo ma anche acquistare oggetti artigianali a tema. Per quanto riguarda i ristoranti, tra i pochissimi noti c’è “Matrioska” in via della Collina Volpi n.6/g (zona San Paolo), un’associazione culturale gestita da georgiani che richiede l’iscrizione come soci per potervi mangiare. Un altro è “Russky Klub”, situato in via Sicilia n.66/b (333.2947797 – 06.42020409). Recentemente hanno invece aperto un cocktail bar (“Zar Club”) in via dei Cartari n.34/36 (06.6865456, zona Campo de Fiori) ed una discoteca russa (“Bombardier Caffè”) in via di Santa Passera n.25 (zona Magliana).
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