Putroppo si chiude qui il mondiale degli Azzurri. E purtroppo meritatamente, visto quello che hanno fatto vedere in campo per un’ora e mezza. Lippi schiera il 4-3-3, con Di Natale, Iaquinta e Pepe. Il primo tempo dell’Italia è sconcertante: la squadra non c’è, la stretegia nemmeno. Non sembrano esserci neanche un disegno, un’idea, uno schema, meno che meno la volontà di vincere. Di fronte ad una Slovacchia molto aggressiva, a volte molto fallosa, ma decisa a dare tutto per vincere, dal fiato, al cuore, alla rabbia, i nostri sembrano sbigottiti, imbambolati. Ogni azione è incerta, gli errori sono tanti e spesso da dilettanti del pallone. Al 25° Vittek sblocca il risultato mettendo in rete il primo gol per la Slovacchia, con una azione nata da un errore di De Rossi. L’Italia, invece di reagire con forza, sembra ancora più spaesata. Non si sa che pesci prendere e si va negli spogliatoi sotto di 1. Alla ripresa, con Maggi e Quagliarella schierati, si ricomincia con la sofferenza. Sì. perché tutti i tifosi hanno sofferto quella mancanza di iniziative e determinazione che ha continuato a dominare ancora per mezz’ora, nonostante le buone azioni costruite da un Pirlo, entrato al posto di Montolivo, che voleva tutte le palle possibili per spingere in avanti la squadra. Al 73°, poi, la Slovacchia raddoppia ancora con Vittek. Ora è davvero finita. Questo il pensiero di tutti. Ma finalmente succede l’incredibile: la squadra si risveglia, va all’attacco decisa e Di Natale segna. La speranza si riaccende. L’Italia va all’attacco ripetutamente, va vicina al pareggio con una palla respinta sulla linea di porta. Sembra finalmente la nostra solita formazione. Ma in un attimo la delusione torna prepotentemente: Kopunek mette in rete una palla su rimessa laterale con un pallonetto! Un errore davvero grossolano della nostra difesa. E sono 3 su 3 partite che si ripresenta una simile situazione. Non c’è giustificazione. E davvero nessuno avrà la faccia di parlare di sfortuna stavolta. A nulla serve ormai il gol dell’ottimo Quagliarella al 92°. La Slovacchia perde tempo, i nostri si mangiano un’ultima occasione e così, ingloriosamente, finisce il nostro mondiale. Lippi, in conferenza stampa, si prende tutta la colpa. Di certo ha la maggior parte della responsabilità, ma da condividere comunque con alcuni giocatori. E comunque non sembra individuare i problemi più evidenti. Parla di preparazione psicologica sbagliata. Certo, ma non solo. Ma si parlerà a lungo di questo nei prossimi giorni. Per ora l’Italia, Campione del Mondo in carica, lascia il Sudafrica al primo turno, con l’altra finalista di Berlino, la Francia, risultando ultima in un girone obiettivamente facile. Peggio di così non poteva andare!
Valerio Amendolagine è giornalista pubblicista dal 2012 e collabora con diverse testate online, tra cui "EZ Rome" e "Arrecasa". Per la sua formazione universitaria nel campo ingegneristico si occupa principalmente di temi tecnologici o scientifici. Oltre alla sua attività giornalistica, è co-fondatore di ARvis.it, un'agenzia di comunicazione digitale specializzata in servizi SEO, SEM e marketing online. Nel 2020, ha fondato "The Proptech Company", azienda specializzata in soluzioni avanzate per le agenzie immobiliari. Podista impenitente, sogna di poter correre fino alla pensione col motto "lento pede, sed inexorabili".
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