Il Teatro Lo Spazio di Roma si prepara ad accogliere, il 5 e 6 aprile, lo spettacolo “Sembra Amleto”, un’opera scritta e interpretata da Francesco Zaccaro, con la direzione di Ivano Picciallo. Questa rappresentazione ambiziosa tenta un’imperfetta ricostruzione del celebre dramma shakespeariano, percorrendo un filo sottile che unisce realtà e finzione, vita e morte, attore e personaggio. L’opera promette di spingere lo spettatore verso una riflessione profonda sulla natura della rappresentazione teatrale e sulla linea di confine tra il ruolo interpretato e l’individuo che si cela dietro la maschera.
Un’opera tra realtà e finzione
“Sembra Amleto” si presenta come un’opera che si articola su un piano immaginario dove i confini tra realtà e finzione si fanno evanescenti. Una sedia, una tomba e una montagnola di terra diventano il palcoscenico in cui Zaccaro esplora il suo dialogo intimo con l’opera shakespeariana. Al centro della performance vi è il testo dell’Amleto, che diventa il veicolo per una narrazione che travalica i limiti dello spettacolo così come tradizionalmente concepito. Non si tratta di una semplice messa in scena, ma di un viaggio interiore che conduce l’attore a “togliersi il naso rosso” e affrontare il dolore e le parole mai dette, vomitandole sulla tomba della madre.
Sotto la regia di Ivano Picciallo, Zaccaro gioca con le dinamiche teatrali tradizionali, mescolando toni farseschi a una tragedia che non lascia scampo al protagonista. Il risultato è una visione grottesca che, attraverso evoluzioni e improvvisazioni, porta alla sepoltura non solo del personaggio di Amleto, ma dello stesso Zaccaro-attore, che affida al palco il suo personale percorso di espiazione e redenzione. Tuttavia, non si esaurisce tutto nelle righe scritte: le pagine del copione sono un trampolino per una trasformazione che coinvolge attore e spettatore.
Il ruolo della trasformazione nel processo creativo
L’opera di Francesco Zaccaro e Ivano Picciallo nasce dalla complicità del Malmand Teatro, un collettivo che si dedica all’esplorazione di nuove forme teatrali, partendo da un dialogo tra tradizione e contemporaneità. “Sembra Amleto” riflette questa ricerca, dove il linguaggio scenico e fisico si fondono per trasmettere un messaggio di umanità e introspezione. Una peculiarità di questo percorso creativo risiede nell’improvvisazione, che diventa essenziale per la costruzione dello spettacolo, aprendo la strada a un autentico processo di scrittura scenica.
Il viaggio interiore di Zaccaro diventa un’esperienza per lo spettatore, che viene coinvolto nella rappresentazione non come semplice osservatore ma come partecipante attivo. L’incontro con Shakespeare e le sue tematiche universali permette a chi guarda di interrogarsi su questioni esistenziali che da secoli affascinano e tormentano l’umanità. “Sembra Amleto” non è solo un tributo all’immortale opera shakespeariana, ma anche una riflessione sull’arte teatrale stessa e il suo potere di cambiamento.
La produzione e l’impatto del Collettivo Malmand
Il collettivo Malmand Teatro è noto per la sua capacità di creare opere che sfidano le convenzioni teatrali, con una predilezione per temi contemporanei e rilevanti. Il loro primo successo, “A Sciuqué”, rifletteva sulla dipendenza dal gioco d’azzardo ed è stato premiato al Roma Fringe Festival. La compagnia ha poi affrontato il tema del caporalato con “Sammarzano”, dimostrando una capacità di trattare con sensibilità e intelligenza temi di forte impatto sociale.
“Sembra Amleto”, che ha già ottenuto riconoscimenti al Festival INVENTARIA, si inserisce in questa tradizione di opere che interrogano lo spettatore e offrono uno sguardo critico sulle dinamiche contemporanee. L’opera non si limita a rimanere sul palcoscenico, ma si propone di influenzare e trasformare il pubblico, spingendolo a riflettere su se stesso e sulla società.
Info utili
Lo spettacolo “Sembra Amleto” sarà in scena al Teatro Lo Spazio di Roma il 5 aprile alle ore 18 e il 6 aprile alle ore 17. I biglietti sono disponibili al prezzo di 15 euro per l’intero e 12 euro per il ridotto. Il teatro si trova in Via Locri 43, Roma. Per ulteriori informazioni e prenotazioni, è possibile contattare i numeri 339 775 9351 e 06 77204149.
(Fonte e immagine: Maresa Palmacci – Ufficio Stampa)