Il gruppo fondato da John Haughm e Shane Breyer esordisce con l’album “Pale Folklore” (1999) e già si può intuire la voglia della band di provare strade poco battute, ma sempre partendo dal black metal. Gli Agalloch, infatti, inseriscono elementi folk, partiture acustiche. Tuttavia sarà con “The Mantle” (2002) che il gruppo riceve i primi ottimi riconoscimenti di critica ed il suo nome inizia a farsi strada. Difficile etichettare un simile album, come pure molteplici sono i riferimenti a generi diversi tra loro. Intro acustiche, momenti strumentali molto evocativi, chitarre distorte… Con “Marrow of the Spirit”, gli Agalloch si portano a casa ottime recensioni, apprezzamenti non solo, quindi, da chi ama un genere certamente poco accessibile e “chiuso” come il black metal. Da mettere in evidenza sono ancora le influenze post- rock, ma è comunque la parte più estrema del gruppo ad emergere con maggiore impeto. L’ultimo loro lavoro è l’EP, “Faustian Echoes”, un lungo brano di circa 21 minuti, che riunisce un po’ tutti gli elementi della band originaria di Portland.
Gli Agalloch arriveranno a Roma, il 16 maggio 2013, precisamente al Traffic Club (via Prenestina, 738). Ad aprire al serata, un altro gruppo che ama sperimentare e muoversi tra sferzate black metal e momenti più d’atmosfera, gli inglesi Fen.