L’opera teatrale fu adottata e interpretata nel tempo anche per il cinema e la musica da famosi e autorevoli nomi come: Gino Cervi, Gigi Proietti, Gerard Depardieu, Domenico Modugno e in chiave lirica da Placido Domingo al Metropolitan di New York.
Ebbe sin dalle prime rappresentazioni un trionfo di pubblico e di critica per la bellezza e la semplicità dei sentimenti e le passioni umane che sa rappresentare, in cui convergono l’elemento comico e quello tragico, il ridicolo e il grottesco che s’incontrano con il puro romanticismo.
La storia è quella di Cyrano, eroe tenero e romantico, drammatico e bizzarro, patetico e struggente allo stesso tempo. Secondo l’interpretazione del neo regista, Cyrano risulta inadeguato non sul piano della bellezza, ma rispetto ai sentimenti, quello dell’orgoglio e dell’amore totale e inesauribile, per questo viene proposto un Cyrano senza lo stereotipo del naso posticcio e deformante,una figura inadeguata non per il suo aspetto fisico ma per la sensibilità e la poesia che non poteva essere compresa in quell’epoca violenta.
Cadetto di Guascogna, straordinario spadaccino, intelligente, spaccone, beffardo, ma soprattutto spirito libero e sublime poeta. Cyrano è un fine dicitore che usa le parole con la stessa abilità con cui maneggia la spada: vive pericolosamente la vita, contro ogni compromesso o convenienza; famose le sue frasi sferzanti contro i potenti, gli sciocchi e i prepotenti.
Cyrano è afflitto da un naso brutto e sgradevole, ed è innamorato della cugina Rossana che però ama Cristiano un giovane bello e coraggioso ma senza creatività e fantasia. Allora Cyrano ruba il sogno di un amore impossibile con la complicità dell’amico Cristiano per far esplodere il suo cuore e far trepidare quello della bellissima cugina. Presta e improvvisa per l’amico versi pieni d’amore e di poesia da dedicare a Rossana.Quando i due giovani partono in guerra Cyrano continua a scrivere a Rossana, a nome dell’amico, il suo amore infinito e dopo la sua morte senza mai tradirlo,dopo quindici lunghi anni, ammette, seppur involontariamente, in punto di morte di essere il vero autore di quelle struggenti missive. Rossana che aveva intuito la verità, comprende troppo tardi il destino di quell’amore infelice, e di aver amato frammenti della vita di due uomini e la vera bellezza che è quella dell’anima.
Due ore di autentico spettacolo, fluido e godibile in cui Alessandro Preziosi ne esce con una immagine nuova e positiva, come un attore popolare che sa essere colto ma anche divertente.
Siamo ossessionati dall’idea del bello, la riscoperta di un teatro classico si rivolge ad un pubblico intenditore ma anche ad un mondo giovanile che troppo spesso dimentica i valori dello spirito, della vita e delle parole.
Immagini tratte da Wikipedia