Disegnatore e patron della casa di produzione Rainbow CGI, Iginio Straffi è l’inventore delle celebri Winx e ha scelto l’antica Roma per il suo film destinato al grande schermo.
Dopo l’Italia, il film sarà lanciato negli Stati Uniti distribuito da Paramount.
Il protagonista della storia è il piccolo Timo (doppiato da Luca Argentero) che, rimasto orfano a causa dell’eruzione di Pompei, viene adottato da Chirone, generale della Roma Imperiale e inizia così a frequentare l’Accademia dei Gladiatori più famosa della Capitale.
Tuttavia, pur essendo dotato di grandi potenzialità non è affatto intenzionato a gareggiare e ad allenarsi e preferisce trascorrere le sue giornate con i suoi due amici Ciccius e Mauritius. Tutto cambia con il ritorno dalla Grecia di Lucilla (doppiata da Laura Chiatti) la bella e intelligente figlia di Chirone promessa sposa a Cassio, nipote dell’imperatore Domiziano. Cassio è egocentrico e vanitoso, il migliore tra gli allievi dell’Accademia dei Gladiatori. Per lui Lucilla è un gran bel trofeo da sfoggiare. Ma è anche il primo amore di Timo; tra i due si scatena una contesa per conquistarla. Per far questo Timo deve diventare un valoroso gladiatore e così si affida agli addestramenti durissimi e stravaganti di Diana (la voce di Belen Rodriguez) avvincente quanto esigente allenatrice. Lucilla rimarrà sinceramente colpita dall’affetto che Timo le dimostrerà e dalle prove che sarà costretto a superare per lei.
Il gladiatore era un particolare lottatore della antica Roma. Il nome deriva dal gladio, una piccola spada corta usata molto spesso nei combattimenti. Il numero degli spettacoli gladiatori aumentò enormemente durante l’Impero: infatti, la dinastia Flavia, iniziata con l’imperatore Flavio Vespasiano, fece costruire il più grande e più famoso anfiteatro del mondo, l’anfiteatro Flavio, successivamente conosciuto con il nome di Colosseo.
“I gladiatori sono figure che appartengono alla nostra cultura, ma sono anche metafora del presente. Combattevano come gli idoli del calcio, firmavano oggetti. Si prestavano a un racconto moderno pure se ambientato nell’antichità. Ma il nostro Timo non combatte per la fama o per i soldi, solo per l’amore della sua compagna d’infanzia”, spiega Iginio Straffi.
Continua rimarcando i messaggi positivi che il film trasmette: il primo sul doping, lo sport è impegno e sacrificio e i risultati frutto del sudore e non della furbizia; il secondo, sulla solidarietà femminile. Non è usuale infatti, vedere due donne che invece di combattere per lo stesso uomo si aiutano l’un l’altra.
E allora appuntamento al cinema per far divertire grandi e piccoli!
Immagini tratte da Wikipedia