Vive la musica come un'impellenza fisiologica. Già, perché l'Arte è come l'Amore: ha sempre fame.
Il suo ultimo capolavoro di Rock sinfonico, e non solo, è Giannadream, sottotitolo Solo i Sogni Sono Veri.
E' dedicato all'Amore inteso come istinto e spirito ed è intitolato così perché – racconta la Nannini – "Per me il sogno non è una fuga dalla realtà, ma il transito ad una realtà parallela, in cui il nostro io talvolta si trasferisce, e che non ci appartiene di meno".
Undici brani che scuotono l'anima trasmutandola altrove.
Un'orchestra leggendaria a disposizione: la London Studio Orchestra; straordinarie chitarre miscelate agli archi da Wil Malone, anche suo coproduttore.
Voce piena di parole che sembrano sgorgare insieme alla musica.
Sgorgare, sì, perché la "Fonte Nannini" è inesauribile e sempre ben inspirata.
Poesie Rock.
Ore 20.30, entro nel Palasport e salgo lentamente sugli spalti. Quando vado ad un concerto voglio godermi ogni minuto.
Il palco, dall'alto, suggestiona. Per la prima volta, in una sua performance live, vedo un backstage rettangolare e non a "T", la tipica forma che penetra il parterre fino a metà e l'avvicina profondamente al suo pubblico.
La scenografia è eclettica, molto International. L'epicentro del palco è un enorme cilindro rotante a led luminosi generatore di lampi fluorescenti che la Nannini utilizzerà anche come camerino open view.
Mi guardo intorno, osservo, mi compiaccio di esserci. L'inquietudine dell'attesa è emozionante quasi quanto il concerto che verrà dopo. C'è gioia nell'aria che si respira. Sorrisi, canti, balli, baci e tenerezze.
E' festa. Pubblico eterogeneo e amalgamato.
Capelli rasati, lunghi, corti, a spazzola, brizzolati, bandane e berretti, rossetti e pizzetti, stivali, tacchi, anfibi, jeans e T-shirt molto rock. Braccia ondeggianti in un mare immaginario. Si abbassano le luci. E' ora.
Ciascun componente della band prende il suo posto.
Flash, accecante, sparato dal cilindro. Segue un micro istante di silenzio solenne e assoluto. Dal cilindro traspare qualcosa. Grida dannate e trepidanti per l'attesa – che sembra infinita – vogliono vederci bene. Nuovo fascio di luce. Fermo immagine all'Antonioni sulla Star. E' immobile e con le braccia al cielo, esposta e senza limiti. Parole senza voce sembrano dire: "Roma sono qui per te, prendimi!". Onde sonore si propagano nell'etere, la musica prende il sopravvento su tutto.
Lo spettacolo inizia. La sua voce penetrante intona "Maledetto Ciao", sublimi le atmosfere africane prese in prestito dagli Himba. Tutti cantano all'unisono e finalmente si celebra quest'evento tanto bramato. La scaletta musicale alterna successi passati come "Volo", "Radio Baccano", "Profumo", "I Maschi", "Fotoromanza", "Io", "America", "Meravigliosa Creatura", "Bello e impossibile", "Sei nell'anima", con brani dell'ultimo concept-album quali "Sogno", Le Ragazze", Sogno per Vivere", "Bambolina", "Attimo" e, per un attimo, appare Valeria Solarino interprete vocale in questo singolo. La Nannini, che per tutti è solo Gianna, sulla scena è come un liquido: riempie tutti gli spazi di se. Corre su e giù, comunica con il suo pubblico con un'intima e reciproca gestualità, regala suoi accessori a fans in visibilio, mima scene sensuali provocatorie, sale sui tralicci, butta in aria e sbatte per terra l'asta del microfono, poi la usa per imitare la Statua della Libertà mentre canta "America", scende dal palco e sale cavalcioni sui bodyguard, si abbandona ai suoi fans che la vogliono toccare, si concede con piacere e bacia qualcuno. Vive di fisicità e di passioni e si vede.
La sua musica è un flutto travolgente che mischia tutti in un abbraccio surreale. La sua voce, che va oltre le parole, è poesia allo stato puro. E' estrema, travolgente, coinvolgente, esplosiva, scatenata, graffiante, trasgressiva, selvaggia, mistica, magnetica, appassionata, sexy, affascinante, sensibile, fragile, romantica, dolce. Ha il fisico e l'energia di una trentenne, gli occhi intensi azzurro mare, il sorriso di un bambino e il look rock trendy e raffinato. E' una Stella che non si atteggia da Star ma, quando è in tour e fuori dalla scena, sembra essere – suo malgrado – inavvicinabile; il suo staff le erige un muro altissimo – Pia de Tolomei style – tutt'intorno. Peccato per tutti, per lei e per noi.
Come appassionata di musica frequento website e blog di molti artisti e, vi assicuro, che chi ama la Gianna, l'adora in maniera intima ed assoluta, dalla punta degli anfibi a quella dei capelli. Enorme è l'attrazione che suscita questa cantante intorno a se e, contrariamente ad altre Star, i suoi fans sono concentrati moltissimo sulla sua produzione artistica piuttosto che sui rumors di sottofondo. La mia iniziazione alla Nannini è avvenuta, per caso, nel 2007, durante l'anteprima teatrale del tour-concerto "Pia Come la canto Io" dedicata a Pia de' Tolomei, che vi anticipo, presto tornerà in scena in tutta Italia. Certo, da "Fotoromanza" in poi l'ho sempre sentita alla radio e comprato qualche disco ma, forse non l'avevo mai ascoltata davvero. Devo ringraziare la Pia per l'esperienza sensoriale, tra sogno e realtà, che mi ha fatto vivere. Sì, le sono proprio grata perché ha portato alla luce, dei miei occhi, un Tesoro.
Oggi, conoscendo meglio la sua discografia, capisco perché è definita Dea. La sua frequenza vocale, da brivido, è un dono esoterico. E' una spada incandescente che squarcia il ghiaccio che ricopre l'Anima esponendola teneramente alle emozioni, senza paura. Ascoltando le sue canzoni si avverte la sensazione di vedere – attraverso i suoi occhi – i mondi che ha esplorato, le persone che ha incontrato, le emozioni che ha provato. E poi, la sua mano illuminata, disegna e compone il tutto con un'energia espressiva senza paragoni.E' indiscutibile, Roma, questa sera, ha vissuto uno spettacolo magico, onirico e impetuoso: un Sogno Vero.