La mostra “Ancestral Metamorphosis” rappresenta un viaggio affascinante attraverso le complesse sfumature della condizione umana, esplorata attraverso le opere di due artisti senegalesi di grande talento, Soly Cissé e Seyni Awa Camara. Questo evento artistico, ospitato dalla Black Liquid Art Gallery di Roma, si propone di fondere mito e contemporaneità, creando un dialogo unico tra le opere dei due artisti. Cissé e Camara, pur utilizzando linguaggi e medium differenti, condividono una riflessione profonda sulle trasformazioni dell’essere umano e sul legame intrinseco tra l’umano e il selvaggio. Le loro opere ci trasportano in un passato ancestrale, mentre evocano al contempo un futuro in divenire, dissolvendo i confini tra realtà e immaginazione, tra umano e mostruoso, tra naturale e sovrannaturale.
Le creature ibride e oniriche di Cissé trovano un contrappunto nelle figure scultoree di Camara, dense di simbolismo e cariche di una potenza arcaica che celebra la vita, la resilienza e il dialogo con il mondo spirituale. Entrambi gli artisti utilizzano il concetto di metamorfosi come strumento per interrogarsi sull’identità e sul significato dell’essere umano, trasformando i loro materiali – la pittura e l’argilla – in veicoli per raccontare storie universali. La mostra, curata da Antonella Pisilli, sarà inaugurata il 14 dicembre 2024 e resterà aperta fino al 30 gennaio 2025, offrendo al pubblico l’opportunità di immergersi in un’esperienza artistica unica.
Il viaggio onirico di Soly Cissé
Soly Cissé, attraverso la sua arte, ci conduce in un viaggio nell’inconscio, dove le forme umane si fondono con quelle animali, creando creature ibride che raccontano una trasformazione perenne. Il suo lavoro si muove tra mito africano ed espressionismo contemporaneo, evocando tensioni tra istinto e ragione, passato e presente. I suoi dipinti riflettono un’esplorazione drammatica e onirica della nostra esistenza, evocando un passato ancestrale e, al contempo, un futuro in divenire. Attraverso la manipolazione dei colori e delle forme, Cissé guida il pubblico in un viaggio nell’inconscio, dove materia, movimento e immaginazione si intrecciano, creando un dialogo tra l’umano e il selvaggio, tra l’istinto e la ragione.
Elementi fondanti della sua visione artistica includono un virtuosismo pittorico che richiama l’audacia e la potenza dei grandi maestri, in cui il contemporaneo si unisce a un primordiale e ancestrale. L’influenza di artisti come Bacon e Basquiat emerge nel suo stile, che bilancia potenza figurativa e forza del segno. La tecnica diventa un rito di creazione e distruzione, un linguaggio visivo che evoca l’immaginario e destruttura il reale, alternando figure umane a creature ibride, in una sintesi tra l’umano e il mostruoso. La materia pittorica è il divenire incessante: sulla tela prende vita una danza caotica di forme, colori e texture, richiamando una visione onirica perennemente in bilico tra passato e presente.
le sculture mitiche di Seyni Awa Camara
Seyni Awa Camara si inserisce nel panorama dell’arte africana contemporanea come una voce che attinge alle radici primordiali della cultura umana, dando forma a sculture che sembrano appartenere a un tempo mitico. Come la Venere di Willendorf, le sue opere celebrano la fertilità e l’energia creatrice, ma il suo linguaggio si estende ben oltre, affrontando il rapporto tra gli esseri umani e le forze invisibili che governano la loro esistenza. La madre gravida, sovrastata da una moltitudine di piccoli esseri, non è soltanto un simbolo di maternità, ma un’allegoria complessa che parla di conflitti, fughe e del peso delle relazioni umane.
L’argilla, per Camara, non è solo un materiale, ma un mezzo attraverso il quale il passato e il presente dialogano. Le sue figure, modellate e cotte nel cortile della sua casa, portano in sé una memoria collettiva che intreccia spiritualità, mito e vita quotidiana. A differenza della Venere paleolitica, che sintetizza l’essenza della fertilità attraverso linee essenziali, le sue sculture sono ricche di dettagli e stratificazioni, quasi a voler rappresentare l’intricata complessità dell’esistenza umana. Le deformazioni e le proporzioni volutamente drammatiche nelle sue figure non sono anomalie estetiche, ma un linguaggio che traduce l’invisibile in forma visibile. La molteplicità di mani, occhi e volti non è soltanto un segno grafico, ma una dichiarazione di connessione tra l’individuo e la collettività, tra il reale e il trascendente.
Info utili
La mostra “Ancestral Metamorphosis” sarà inaugurata il 14 dicembre 2024 alle ore 17:30 presso la Black Liquid Art Gallery, situata in Via Piemonte 69, Roma. Sarà aperta al pubblico fino al 30 gennaio 2025, con orario di visita dal martedì al sabato dalle 12 alle 19. La galleria rimarrà chiusa dal 23 dicembre al 6 gennaio per le festività natalizie. L’evento è realizzato in collaborazione con l’Ambasciata del Senegal a Roma, offrendo un’importante occasione di dialogo culturale tra Italia e Senegal.
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