Il percorso infatti è articolato in sezioni cronologiche predisposte in otto gallerie monumentali: la prima si sofferma inizialmente sulla fondazione di Sotirio Bulgari, argentiere greco stabilitosi a Roma nel 1881, e sui suoi lavori di argenteria, per arrivare poi ai gioielli montati in diamanti in stile Art Déco. Rigorosamente di platino, tra i gioielli esposti, i pezzi forti di quel periodo che illustrano il successo raggiunto negli anni trenta dalla seconda generazione Bulgari, con Costantino e Giorgio: l'anello trombino, i gioielli trasformabili, i portasigarette, le pochette, tutti esemplari unici tempestati di diamanti.
La galleria dedicata agli anni quaranta e cinquanta ci spiega come la firma abbia optato in quel periodo per una semplificazione nello stile: le linee si ammorbidiscono, si fa un uso più contenuto di brillanti a causa della situazione critica della seconda guerra mondiale, prevale ancora l'impiego del platino che accompagna un solo tipo di pietra, spesso lo zaffiro, il rubino o il turchese, per non creare un effetto multicolore. Tra i gioielli esposti, i più emblematici di quegli anni sono le spille a forma di fiocco e i pendenti con le perle; a rafforzare ancora di più l'impatto visivo e per sottolineare la stretta relazione tra lo stile di Bulgari e l'industria cinematografica italiana, accompagnano l'esposizione alcuni schermi che proiettano frammenti di film, e in questo caso le immagini di Anna Magnani con indosso i famosi orecchini.
L'evento più significativo di quegli anni è sicuramente l'apertura del negozio di via Condotti 10, il centro di diffusione per eccellenza della maison.
La produzione estremamente eclettica degli anni settanta, che attua un forte sperimentalismo spaziando da gioielli evocanti la tradizione indiana a quelli ispirati alla Pop Art, usando forme diverse, e caratterizzata da una linea a "stelle e strisce" e da spille a forma di fuochi d'artificio, sfocia poi nell'innovativo design dei decenni ottanta e novanta.
Un'intera sezione è dedicata alle icone di casa Bulgari: si possono osservare le monete, i caratteristici tubogas (bracciali flessibili) a forma di serpente con funzionalità di orologio, e il logo BVLGARI usato come elemento decorativo. Mentre nella galleria interamente riservata alla straordinaria collezione di Elizabeth Taylor, sono esposti i celeberrimi gioielli della love story con Richard Burton.
Per finire, la rotonda centrale mostra le creazioni esclusive del nuovo millennio che testimoniano il continuo successo di casa Bulgari, giunta alla quarta generazione con Francesco Trapani, nelle quali spiccano le collane in diamanti a forma di bavaglino.
L'atmosfera della mostra è davvero suggestionante. L'imponenza del Palazzo delle Esposizioni ci conduce all'interno di un percorso calato nella penombra, dove l'illuminazione è riservata solo agli abbaglianti gioielli esposti, che risplendono ancora di più di quanto già farebbero brillando magnificamente di luce propria.
Consiglio la mostra non solo agli amanti di collane, bracciali, diamanti e pietre preziose, ma a chiunque sia interessato a scoprire il percorso di una delle principali firme del nostro Paese appartenente ormai alla storia della nazione, assistendo ad un avvenimento importante non solo per la storia del gioiello ma anche per la storia delle arti figurative italiane.