Ecco perché la mostra completamente incentrata su Alessandro Mendini, Dall’infinito all’infinitesimo, curata da Beppe Finessi, è uno spettacolo per la vista e non solo, e può essere rivolta e facilmente compresa anche dai non addetti ai lavori, che troveranno nel percorso dell’esposizione tantissimi oggetti di uso comune creati dall’estro del designer milanese.
Il percorso si snoda attraverso la cronologia biografica dell’artista, attraverso i suoi lavori e le fotografie raccolte in tutta una vita, per presentarne le opere ed i momenti più significativi.
L’architetto Mendini nasce e lavora a Milano, nell’ambiente dell’alta borghesia meneghina, dirigendo prestigiose riviste dell’architettura italiana, quali “Domus”, “Modo” e “Casabella”, collaborando al tempo stesso con alcune tra le più influenti case di design italiano ed estero come Alessi, Philips, Cartier, Swatch, Hermes (alcuni dei frutti di queste collaborazioni sono esposti), nonché col fratello Francesco, anch’esso architetto, con lo studio da loro stessi fondato nel 1989, l’Atelier Mendini, prestando il loro operato con molti progetti in diversi paesi.
All’ingresso dell’Ara Pacis, in una posizione di assoluto rilievo, trovano il loro posto, sette delle dodici colonne in ceramica, create da Mendini per Superego.
Nella sala del mosaico di Mimmo Paladino, trovano invece risalto i Mobili per uomo composti da un guanto e da una scarpa realizzati tra il 1997 e il 2008 da Alessandro Mendini, commissionati da Bisazza (per cui l’architetto lavorò come art director fino al ’99). Queste gigantesche sculture, già di per sé appariscenti, sono impreziosite ancor di più da minuscole tessere di mosaico in oro 24 carati, che le rendono facilmente visibili sia di giorno che di notte, dal Lungotevere.
Quello che stupisce di questo percorso sia espositivo sia professionale di Mendini, è il fatto di aver progettato ed essere riuscito a progettare con successo, in tutte le scale, dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande.
E’ proprio grazie a questa linea parallela che si articolano le quattro sezioni della mostra, che si snodano analizzando la sua carriera e la sua vita.
Nella sezione progettare orizzonti sono ben visibili i suoi interventi nell’architettura pubblica e urbanistica, contrapposta all’area progettare stanze in cui ogni sua creazione è pensata in un ambiente domestico, con opere che vanno dai mobili all’architettura d’interni.
A contrapporsi al progettare corpi, in cui sono esposti gioielli, orologi, vestiti, borse, ecc., vi è l’area progettare pensieri, in cui sono raccolte le copertine delle riviste che ha diretto, la sua attività critica e teorica, oltre ad alcuni scritti e schizzi.
Oggetti di culto, l’esercito di cavatappi realizzati per Alessi, i 27 modelli di cavatappi di A. Mendini un vero e proprio plotone di soldatini- apri bottiglie colorati, ognuno diverso dall’altro, che sono diventati veri e propri oggetti di uso comune.
Zètema Progetto Cultura, curatrice della mostra, ha inoltre allestito dei laboratori didattici rivolti alle scuole di vario ordine e grado, e ad un pubblico più vasto, che vertono su due dei quattro campi d’analisi dell’allestimento, il progettare corpi e il progettare stanze, in cui ci si potrà sbizzarrire con i materiali più disparati nella realizzazione di oggetti apparentemente banali, dall’orologio alla libreria, dalla borsa all’armadio.
Motivo in più questo per essere attratti da una mostra originale e moderna in un posto dall’animo antico.
Alessandro Mendini, Dall’infinitesimo all’infinito
9 Aprile – 6 Settembre 2009
Museo dell’Ara Pacis
Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli) – 00100 Roma
Orario Martedì-domenica 9.00-19.00; 24 e 31 dicembre 9.00-14.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Ingresso ordinario:
Intero € 6,50
Ridotto € 4,50
In occasione di eventi culturali il prezzo del biglietto può subire variazioni