Come me, milioni di bambini in Germania sono cresciuti e crescono ancora oggi ingarbugliandosi nella pronuncia degli strampalati nomi di Schu Fu Lu Pi Plu, Herr Tur Tur o Uschaurischuum, veri e propri scioglilingua.
Tra gli intramontabili personaggi di Michael Ende, il più conosciuto in Italia è senz'altro Bastian, il giovane protagonista della "Storia infinita" che per fuggire la solitudine inizia a leggere le avventure di Atréju, fino a ritrovarsi catapultato a Phantásia, senza sapere cosa fare.
Nel 1970 egli si trasferì, infatti, a Genzano dove rimase fino al 1985, quando morì la moglie Ingeborg Hoffmann. Durante gli anni trascorsi nel nostro paese, Ende ritrovò una certa serenità e riuscì a superare l'astio che provava nei confronti della sua patria. Qui aveva vissuto le esperienze più dolorose della sua vita, prima fra tutte l'arruolamento forzato nel '45, cui si sottrasse disertando ed aderendo alla "Freiheitsaktion Bayern", un movimento di liberazione antinazista.
Nel dopoguerra, dopo diverse esperienze nel mondo del teatro, iniziò a scrivere ma fu presto additato come "letterato in fuga" perché, invece di affrontare apertamente tematiche pressanti nella società sessantottina, preferiva rifugiarsi in un mondo di fantasia, componendo racconti per bambini. Questa indifferenza alle problematiche del mondo reale è stata smentita nell'interessante analisi pubblicata su FAZ.NET nel dicembre 2008 in occasione del Darwin-Jahr, il 200° anniversario della nascita di Darwin. Julia Voss spiega infatti come Jim Knopf fosse in realtà un modo per affrontare uno dei capitoli più oscuri della storia tedesca. Riprendendo in modo apparentemente velato le tematiche della razza, la saga di Atlantide e dell'insegnamento nelle scuole, spiega la giornalista, Ende volle raccontare una sorta di „anti-storia" per trasmettere degli ideali nuovi e positivi alle generazioni future.
Che questo sia vero o meno, all'epoca le taglienti critiche dei suoi connazionali lo spinsero a cercare nuove ispirazioni in un paese più aperto alle sue fantasticherie e proprio nella sua casa nei pressi di Roma completò i suoi maggiori successi, la "Storia infinita" e "Momo".
Alla Casa di Goethe saranno esposti testi, foto, oggetti personali ed alcuni manoscritti originali, messi a disposizione dal Deutsches Literaturarchiv Marbach. Come ulteriore testimonianza di questo particolare e prolifico periodo della vita del celebre artista, sarà allestita una sezione dedicata al rapporto di Ende con Wilfried Hiller per il quale scrisse il libretto dell'opera "Der Goggolori" e con artisti italiani, tra cui Angelo Branduardi.
La mostra sarà inaugurata giovedì 18 ottobre alle 19,30 e proseguirà fino al 24 gennaio 2010.
Per ulteriori informazioni sugli orari consultare il sito http://www.casadigoethe.it/