Autore: ez Rome tour
Una delle strade più belle e caratteristiche di Roma è, indubbiamente, via Giulia. E’ proprio lì che troviamo una fontana un po’ singolare ma di sicuro fascino, la cosiddetta fontana del Mascherone.
Sono talmente tante le chiese belle presenti a Roma, che occorrerebbero forse giornate intere per poterle visitare come si deve. Una di queste è, senza dubbio, quella di Sant’Andrea della Valle.
Il centro storico di Roma è ricco di monumenti straordinari ed un ruolo non indifferente lo occupano le chiese, alcune dei veri e propri gioielli artistici ed architettonici. Vicino a Piazza di Spagna, uno dei luoghi turistici più rilevanti, c’è proprio la Basilica di Sant’Andrea delle Fratte.
Internamente, rispetto a Lungotevere della Farnesina, dopo Via della Lungara, all’altezza di Via della Penitenza, tra il 1879 e il 1895, durante i lavori di arginatura del fiume Tevere, fu “rinvenuta” parzialmente, ma andò anche distrutta, Villa della Farnesina. Durante gli scavi furono recuperate le pitture parietali e gli stucchi delle volte che ornavano gran parte degli ambienti della Villa, oltre che alcuni mosaici pavimentali. Oggi, è possibile ammirare questi reperti al Museo Nazionale Romano, o Palazzo Massimo, dove sono esposti.
Il quartiere cosiddetto “africano” è una zona ricca di negozi e spesso è intasata dal traffico; durante le festività natalizie è difficile perfino camminare. Nel fulcro del quartiere c’è la chiesa di Santa Emerenziana, situata proprio nella piazza omonima.
La chiesa di San Gioacchino in Prati, costruita a cavallo tra l’800 ed il ‘900, si trova precisamente in via Pompeo Magno, presso piazza dei Quiriti 17, nel quartiere Prati.
La chiesa di Sant’Achille, la cui edificazione risale agli anni ’70, si trova in via Giovanni Verga, zona Monte Sacro Alto. Tale chiesa è dedicata ad un martire della Tessaglia del 330, Sant’Achille appunto, che è pure santo patrono di Pio XI.
Un’incisione ottocentesca di Bartolomeo Pinelli mostra, in bianco e nero, l’Esquilino visto dal Colosseo. L’immagine lascia poco spazio alla fantasia. In primo piano, una coppia che indossa nobili vestiti dell’epoca “sbircia” da dietro un cespuglio di canne la vita campestre che poco più in là anima la giornata. Contadini che raccolgono l’uva e contadini che appoggiati alle loro zappe si concedono una chiacchierata. Il paesaggio tutt’intorno è quello della tipica periferia romana: alberi, mura di cinta diroccate e sullo sfondo troneggia la croce di una chiesa e i resti di un’alta e antica dimora. Una foto di qualche anno fa…
Per arrivare a via del Corso in tanti sono obbligati a passare per piazza di San Silvestro, un punto importante per la viabilità. Pochi, tuttavia, potrebbero prestare attenzione a questa piazza, indaffarati come sono a recarsi nelle strade dello shopping o, magari, a piazza del Popolo. Eppure, la piazza ha una storia di un certo rilievo che si rapporta alla storia dell’arte.
“Ma sei proprio di coccio?” Tra amici, specialmente a Roma, è facile sentirsi apostrofare con un’espressione come questa. E Roma a proposito di cocci la sa proprio lunga. Addirittura girando per le vie della città è facile ritrovarsi nelle vicinanze di una collinetta, popolarmente chiamata, Monte dei Cocci o Monte Testaccio. Il coccio è un’anfora e il termine “testaccio” deriva dal latino “testa”, ovvero coccio. E il gioco è presto fatto: testa uguale coccio! Il Monte Testaccio altro non è che una collinetta artificiale, alta circa 30 metri, 54 dal livello del mare, e con una circonferenza di un chilometro,…