Martedì, 24 Ottobre 2017

villa_doria_pamphiliDopo diversi giorni aveva finalmente smesso di piovere e non avevo resistito alla tentazione di prendere la bici e farmi un giro al Parco. Nei vialetti infangati c'erano ancora parecchie pozzanghere e mi stavo divertendo a zigzagare per evitarle. Mentre stavo percorrendo il viale che costeggia il laghetto, proprio dove inizia il terrazzamento che degrada nel laghetto, la mia attenzione era stata istintivamente catturata da un bambino, avrà avuto più o meno 6 anni. Correva dritto verso una grande pozzanghera, fermamente deciso ad entrarci per sguazzare nella fanghiglia. Avevo capito subito le sue intenzioni, ancora prima della mamma - in fondo a chi non sarebbe piaciuto... - e quando la voce autoritaria del genitore aveva richiamato il bimbo, era ormai troppo tardi; lui si era fermato esattamente al centro del piccolo laghetto marrone. Quando il rimprovero era poi inevitabilmente arrivato, lo avevo sentito scusarsi mestamente con un timido "non l'avevo vista!..." e dopo qualche secondo mi ero accorto che stavo ridendo da solo, come... un bambino felice.

Sono momenti come questo che mi hanno fatto innamorare del Parco di Villa Doria Pamphili. Polmone di questa nostra capitale, diviso in due dalla chiassosa arteria di via Leone XIII, arricchito architettonicamente dalla Cappella di famiglia e dal Casino del Bel Respiro, vitalizzato dalla Casa dei Teatri e dalla sua moderna Biblioteca recentemente dotata di Wi-Fi, ossigenato da centinaia di piante, colorato da miriadi di fiori, il Parco è in forma splendida e fa respirare migliaia di ragazzi, bambini ed anziani, sportivi e romantici pigroni. La cosa che più mi piace è osservare l'Umanità del Parco, quelle stesse persone che potrei incontrare anche altrove ma che non avrebbero la stessa espressione e lo stesso sguardo. Me ne vado in giro, a piedi o con la bici, girando la testa qua e là, cercando di trovare qualcosa da conservare nei miei ricordi più belli....

La maggior parte delle volte provo gusto nel parcheggiare dove non si potrebbe, accostato ad uno di quei muri di cinta dove ormai da anni campeggia un divieto di sosta. Non è un problema, perché tutti sanno che anche la municipale chiude un occhio per chi vuole evadere qualche ora entrando in questo micro mondo.

Tra i tanti parchi che Roma ospita, questo è il mio preferito, un patrimonio personale. Nel corso degli anni, ho trascorso qui tante mattinate e tanti pomeriggi, momenti tristi e felici, di romanticismo e di poesia. Ho camminato sullo scomodo brecciolino, fatto jogging sulle stradine polverose, pedalato su e giù per le ripide collinette, giocato a pallone sui prati verdissimi, rincorso piccioni insieme alla mia bambina, catturato ranocchie e girini negli stagni, osservato tartarughe, letto libri, studiato, fotografato, starnutito.

villa_doria_pamphili_giardiniAll'ombra di un grosso pino, a pochi metri dall'area giochi per i bambini, un gruppo di anziani ha da anni eletto una piccola area sabbiosa senza erba a campo di bocce. Chissà perché proprio qui, quando il parco è così grande... Gli passo accanto pedalando e istintivamente rallento, giro la testa e mi fisso sui loro gesti e sulle loro movenze, pensando che forse la felicità è anche questa, arrivare alla terza età insieme agli amici con cui fare una partitella a bocce.

Una cosa che non passerà mai di moda è il picnic. Nelle giornate di sole, compaiono i mitici plaid di lana o le più moderne tovaglie cerate. Famiglie e gruppi di amici si riuniscono per mangiare, chiacchierare, giocare a pallone o a frisby. Mentre me ne sto sull'erba a fare qualche piegamento, li vedo arrivare con teglie di pasta al forno e pizza, ciambelloni e crostate fatte in casa. E la parte debole di me stesso soffre in silenzio continuando gli esercizi rivolto dall'altra parte, meglio non vedere... e sperare che il vento non faccia arrivare fino a me gli odorini che sprigionano da quei contenitori. Sento ridere i bambini, i maschietti già con la palla in mano a "fare le squadre", le femminucce a trovare un cespuglio abbastanza grande dietro cui immaginare la casa delle bambole, i grandi fanno battute sulla linea perduta di "quando eravamo giovani" e sul calcio, consolandosi con una sigaretta o una pizzetta rossa come aperitivo. Sono felice per loro, spero solo che alla fine della giornata tutta quella plastica che vedo comparire finirà negli appositi contenitori...

Una coppia di giovanissimi cammina lentamente percorrendo il ponticello che sovrasta l'Olimpica. Pedalando lentamente li osservo, mentre si tengono la mano e parlottano cercando un posto dove appartarsi, mentre il silenzio e gli odori della natura circostante immortalano per sempre nei loro ricordi il primo amore.

E quando, ormai quasi alla fine della mia passeggiata, torno a guardare davanti a me, su una panchina siede una coppia di anziani. Si riposano e guardano, anche loro mano nella mano. Non hanno bisogno di abbracciarsi per creare poesia, non hanno l'esigenza di appartarsi per sentirsi romantici, gli basta osservare la vita che scorre lì davanti. Hanno già giocato a palla, portato il cane a passeggio, mangiato pizzette durante un picnic, fatto jogging e passeggiate in bicicletta... hanno già corso dentro una pozzanghera dopo il temporale...

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Il portale EZ Rome e' una testata giornalistica di carattere generalista registrata al tribunale di Roma - Numero 389/2008
Direttore responsabile: Raffaella Roani - ISSN: 2036-783X
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