Martedì, 20 Febbraio 2018

nebulosa_takemotoNel tardo seicento la scienza era già diventata una forma popolare di intrattenimento, offerto da conferenzieri itineranti che vivacizzano i loro spettacoli con macchine speciali idonee a dimostrare principi scientifici.

Entrare oggi nel merito del se e come i musei astronomici possano essere definiti o meno musei, siano essi musei "vivi" e non, o se assolvano soltanto una funzione didattica e formativa, meriterebbe un'osservazione a parte, che investe da anni il mondo della scienza e della cultura, e che nel nostro caso risulterebbe ridondante.

Ciò che si vuole fare in questa sede è approfondire la conoscenza di un museo particolare, che non sorge nel cuore di Roma, come la maggior parte di quelli esistenti nella capitale, bensì ai confini della città, così come la sua connotazione si pone un po' ai confini tra scienza e cultura.

Grazie all'intervento e al sostegno dell'assessorato alle Politiche Culturali del Comune, della Regione Lazio e dell'Università La Sapienza, ha riaperto i battenti, nel maggio 2004, qualcosa che è mancato alla capitale da troppo tempo (più di 20 anni, se si considera che il vecchio planetario, inaugurato nel 1928 è poi stato chiuso nei primi anni '80), il Planetario con annesso Museo Astronomico.

Il polo scientifico è stato collocato all'interno del Museo della Civiltà Romana all'Eur e equipaggiato con un proiettore all'avanguardia, in sostituzione del vecchio Zeiss.

Il Museo, arricchito da modelli di pianeti, riproduzioni e punti multimediali, si sviluppa nelle stanze adiacenti.

Contrariamente alla maggior parte dei musei, all'interno del Museo Astronomico, non è d'obbligo il silenzio, non ci sono tesori preziosi chiusi in teche di vetro, né segnali di "divieto di toccare", né guardie. Vi è una forte connotazione divulgativa e didattica e si  aspira a rendere la visita divertente oltre che istruttiva. Lo scopo è proprio quello di rinverdire l'offerta didattica-culturale presente a Roma, fornendo stimoli, domande e risposte, rivolte a vari livelli di approfondimento a seconda della tipologia di fruitore del museo.

Sia il Planetario che il Museo Astronomico nascono con lo scopo di concorrere al risanamento della frattura prodottasi fra scienza e società, e più in particolare per favorire l'accesso del pubblico alla conoscenza scientifica.

Questo tipo di museo, svincolato dai canoni del normale museo, cerca di dare all'ospite la possibilità di andare oltre, prolungando le funzioni al di là della visita e creando un rapporto che si estende nello spazio e che dura nel tempo. C'è l'idea di contaminazione , tra alto e basso (tra cultura alta e cultura ritenuta più povera), tra  profondo ed effimero, tra studio e divertimento, tra l'esperienza consolidata della didattica e l'esperienza ludica del gioco.

Ecco perché sin dalla riapertura, la filosofia di questo luogo si è basata sulla didattica e sulla possibilità di formare i più piccoli non solo attraverso la teoria scientifica ma anche e soprattutto attraverso qualcosa da toccare con mano.

Astronomia e scienza raccontate agli studenti, come recita uno slogan del planetario, dai 3 anni in su, come un evento indimenticabile e formativo.

Il Planetario è stato costruito su una superficie di 300 mq su cui si staglia una cupola-schermo, sulla quale, in 3D e in una risoluzione chiamata all sky, letteralmente a tutto cielo, si alternano stelle, costellazioni, nebulose e galassie.

Il Museo Astronomico, anche chiamato Teatro Astronomico, accompagna bambini e ragazzi, con visite guidate diversificate e appositamente preparate a seconda delle fasce d'età, verso la conoscenza dell'immensità dell'Universo attraverso immagini, modelli e ricostruzioni. A fare da guida, non le classiche ragazze in tailleur e specializzate in storia o beni cultruali, bensì veri e propri uomini di scienza.

A conclusione dell'itinerario all'interno del Museo Astronomico, troviamo il Geode Video, grande istallazione multimediale, su cui sono riprodotte un caleidoscopio di immagini e suoni che ripercorrono le fasi del rapporto tra uomo, scienza e universo.

A chi non sarebbe piaciuto apprendere la scienza così?

E' così che si dà vita ad un personaggio fantastico, il Dottor Stellarium, per narrare giocosamente l'universo e per improvvisare giochi divertenti per i bambini della scuola materna, si cerca di muovere curiosità in quelli un po' più grandicelli delle elementari, e ai ragazzi delle scuole superiori e agli studenti universitari si presenta un ambiente studiato ad hoc sia visivamente che sonoramente con musica rock, jazz, classica ed elettronica, fino a calarsi in argomenti che spaziano dalla cosmologia all'astrofisica, per poi toccare ambiti interdisciplinari.

Il tutto corredato da eventi a tema, convegni, spettacoli e mostre, in grado di porre il museo come nucleo di aggregazione e documentazione, per l'intero mondo scientifico romano.

In tutto il territorio nazionale, e non meno a Roma, non è ancora maturata la convinzione che la diffusione della cultura scientifica sia importante per lo sviluppo del paese; manca una politica organica di formazione ed educazione permanente, presente invece in altri paesi d'Europa. Il Planetario e il Museo Archeologico mirano a costituire il primo tassello verso la costruzione di uno Science Centre nella capitale, centri molto sviluppati in Europa e nel mondo, e presente in Italia solamente grazie alla realtà di Città della Scienza di Napoli, e al Laboratorio scientifico di Trieste.

Il  Museo Astronomico di Roma si distingue quindi, per un qualcosa in più rispetto agli altri musei: con un interesse rivolto alla contemporaneità, senza tralasciare ovviamente, la storia.

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Il portale EZ Rome e' una testata giornalistica di carattere generalista registrata al tribunale di Roma - Numero 389/2008
Direttore responsabile: Raffaella Roani - ISSN: 2036-783X
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