Sabato, 20 Gennaio 2018

Ponte_nomentanoSicuramente meno famoso di Ponte Milvio, ma altrettanto affascinante, il Ponte Nomentano, era insieme all’omonimo più celebre, uno dei ponti extraurbani più importanti dell’urbe.

Essendo uno dei pochi ponti pedonali di Roma, il Ponte Nomentano sorge sopra il fiume Aniene, nel quartiere Monte Sacro, e attraversato dalla via Nomentana, collega la zona di Monte Sacro con Sacco Pastore nel IV Municipio Insieme al Ponte Milvio era, nell'antica Roma, uno dei ponti extraurbani più importanti.

RomaPonteNomentanoLatoValleComposto in tre arcate, con quella centrale, più grande delle altre due, fu costruito originariamente con blocchi squadrati in tufo, facevano eccezione solo gli archivolti fatti in travertino.

La costruzione risale all'età repubblicana, ma fu nell'VIII secolo, sotto il pontificato di Adriano I, che il ponte venne fortificato con due torri, a loro volta rinforzate con muri nel XII-XIII secolo e innalzate sotto Niccolò V. Il ponte fu poi ricostruito dopo le invasioni barbariche.
Secondo la tradizione fu proprio in questo luogo che avvenne lo storico incontro di Leone III con Carlo Magno disceso a Roma per l’incoronazione nell’800.

Successivamente il ponte fu affidato a diverse gestioni: nel X secolo appartenne al monastero di S. Silvestro in Capite, poi a partire dal 1205 alla chiesa di S. Lorenzo in Lucina e al convento di S. Pietro in Vincoli unitamente alle terre della Basilica di S.Agnese fuori le Mura.

Nel 1443 fu occupato da Nicolò Fortebraccio della Stella e Antonio conte di Pontedera; qualche anno più tardi, nel 1485, da Paolo Orsini, dalla cui occupazione in poi subì vari aggiustamenti: prima i rinforzi da parte di Nicolò V, poi gli interventi di Pio II  e di Paolo II (1470), fino a quelli di Sisto IV,  al quale si deve l’istituzione nel 1474 del pedaggio dei ponti.

Il pedaggio dei ponti fu istituito all’epoca specie nei viadotti sull’Aniene poiché più esposti di quelli urbani ad attacchi ed assalti dei nemici. Il ricavato del dazio serviva a finanziare le opere di restauro e manutenzione.
Al tempo denominato "juxta Casale de’ Pazzis", odierno nome di un  odierno rione di Monte Sacro, apparteneva con le terre circostanti proprio alla famiglia De’ Pazzi che possedeva una fortificazione sulla via Nomentana.

Ponte_Nomentano_internoNel 1532 il ponte divenne  la dogana della città. Anche in seguito, come per i vicini ponti Mammolo e Salario, anche il Nomentano era adibito a "Dogana del Bestiame" in cui venivano contati gli armenti e si pagava al Comune uno speciale dazio in ragione di un tanto a capo.

Vari furono i crolli che questo monumento subì durante i secoli; all’inizio del XVIII sec. è della a cedere fu la parte alta della torre est, mentre nel 1849 le truppe francesi fecero saltare 7 metri della parte mediana del ponte; nel 1856 si provvide al restauro, e con l’occasione vennero rifatti i merli delle torri.

Dopo la seconda guerra mondiale fu costruito poco più a valle, destinato soprattutto  al traffico pesante all’accesso al nuovo quartiere Giardino, il ponte Tazio.
Oggi il ponte Nomentano costituisce uno dei pochi e caratteristici esempi di ponte con funzioni strategico-militare, ed recentemente è stato eseguito un intervento di consolidamento e di restauro conservativo di tutto il ponte, a cura dell’Amministrazione Comunale, per evitare qualsiasi forma di degrado e cattiva conservazione.

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