Venerdì, 27 Aprile 2018

Lungo le strade di Roma siamo soliti vedere turisti a naso all’insù che ammirano le bellezze della città. Pochi guardano però in giù, dove si celano opere meno conosciute ma altrettanto affascinanti,  ignorando che stanno camminando su 20 metri e 27 secoli di storia…

pozzoSe pensiamo che i primi insediamenti urbani di Roma risalgono a 2700 anni fa, è facile immaginare quale mole di costruzioni la città abbia ospitato.
Strade, palazzi e monumenti, che il passare del tempo, gli eventi naturali e meteorologici hanno poi trasformato in detriti, usati via via come base per altre costruzioni.
Già nell’antichità comunque, Roma era un labirinto sotterraneo di acquedotti, fognature e catacombe.
Ancora oggi non esiste una stima precisa delle dimensioni della Roma sotterranea, ma probabilmente si dirama per diversi chilometri e raggiunge una profondità di 20 metri.

Un sottosuolo dagli inesauribili tesori nascosti e ancora in parte sconosciuto,come il ninfeo del Palatino, che ha lasciato a bocca aperta gli archeologi per gli splendidi mosaici in pasta di vetro.
E’ ancora inesplorato, ad esempio, il tratto della Cloaca Massima sotto il rione Monti, mentre un vero mistero è la galleria appena scoperta sotto Santa Maria in Dominica al Celio: direzionata verso il Colosseo, nessun studioso è in grado di spiegare a cosa servisse.

Le opere sotterranee più conosciute però, sono sicuramente le catacombe.
Destinate alla sepoltura dei defunti, i primi tratti risalgono al II secolo d.C., ma il loro prolungamento durò per diversi secoli, durante i quali vennero arricchite di affreschi e incisioni sacre.
Alcune divennero importanti luoghi di preghiera dei cristiani, come la catacomba di San Sebastiano, sotto la via Appia, dove si rendeva omaggio ai martiri Pietro e Paolo.
Gli scavi hanno portato alla luce anche diversi mitrei, i luoghi di culto del dio persiano Mitra, i cui seguaci erano piuttosto numerosi nella Roma dei primi secoli dopo Cristo.
cunicoloLa stessa Domus Aurea, è una delle rivelazioni più sorprendenti del sottosuolo dell’Urbe.
Voluta dall’imperatore Nerone, ha rivelato interni ed affreschi dal gusto raffinato, ed è una delle opere più ammirate da turisti e studiosi.
Svetonio racconta che al suo interno, ‘tutto era coperto d’oro e ornato di gemme e conchiglie’.

Un capitolo a parte merita il ruolo delle acque.
Questo sia perché le ricorrenti piene del Tevere hanno trasportato detriti che nel tempo hanno concorso a formare il sottosuolo, sia per l’antica rete idrica che scorreva sotto gran parte della città.
L’acquedotto Vergine, ad esempio, voluto da Agrippa, alimenta le fontane di Trevi, Piazza di Spagna e Piazza Navona.
E’ ancora perfettamente funzionante, e le sue acque scorrono sotto la città da 20 secoli.

Insomma, se le strade di Roma fossero un immenso pavimento di cristallo, sotto di noi potremmo vedere un’altra città, che ha dato origine a quella di oggi e che vale davvero la pena di scoprire.
La prossima volta che fate due passi a via del Corso, ricordatevi che sotto, sotto, state percorrendo la via Flaminia…

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Il portale EZ Rome e' una testata giornalistica di carattere generalista registrata al tribunale di Roma - Numero 389/2008
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