Venerdì, 19 Gennaio 2018

san_paolo_1La basilica di San Paolo fuori le mura è una delle quattro basiliche papali di Roma, e deve il suo nome al fatto di trovarsi al di fuori delle mura aureliane.
E’ dedicata all’apostolo Paolo, che dopo il martirio fu sepolto proprio dove ora sorge la basilica,e per i credenti ha pertanto un profondo valore simbolico e religioso.
Dopo quella di San Pietro, è la basilica più grande di Roma.

 

san_paolo_2Paolo di Tarso, così come Pietro, fu vittima delle persecuzioni neroniane seguite all’incendio del ’64, che distrusse quasi completamente Roma, e di cui vennero ritenuti responsabili i cristiani.
Il sepolcro del santo divenne da subito meta di continui pellegrinaggi, tanto che l’imperatore Costantino, nel corso del ‘300, decise di erigere in loco una basilica atta proprio a dare degna sepoltura al martire.
La basilica era probabilmente a tre navate, di dimensioni modeste, e venne completamente ricostruita a fine secolo, con una struttura a cinque navate decisamente più imponente, forse anche per non sfigurare rispetto alla basilica dell’altro martire fondatore della Chiesa, San Pietro.
Sotto il pontificato di papa Gregorio I, tra il 500 e il 600, la basilica subì profonde modifiche, come il rialzo della pavimentazione, per consentire la collocazione dell’altare proprio sopra alla tomba di San Paolo.
Nel 1200 venne inserito un bellissimo ciborio ad opera di Arnolfo di Cambio.
Il destino della basilica fu però segnato nel 1823 da un devastante incendio, chela distrusse quasi interamente.

Vennero risparmiati pochi elementi strutturali, come l’abside, il chiostro e il transetto, che riuscì miracolosamente a fare da scudo al prezioso ciborio, consegnandolo ai nostri giorni.
La ricostruzione, che venne affidata all’architetto Belli su un progetto iniziale di Giuseppe Valadier, fu quasi totale, e ad essa si deve la basilica che oggi conosciamo, con l’antistante cortile quadriporticato che ospita al centro la statua di San Paolo.
Nella parte superiore, la facciata è decorata con mosaici, che nel timpano raffigurano Cristo tra San Paolo e San Pietro, e nella striscia sottostante, l’Agnello divino sul monte del paradiso, da cui nascono i quattro fiumi che simboleggiano i Vangeli. Ad essi si abbeverano dodici agnelli, cioè gli apostoli.
Nella parte inferiore, alternati alle finestre, sono invece raffigurati Isaia, Daniele, Geremia e Ezechiele, i quattro profeti dell’Antico Testamento.

La zona di ingresso presenta un’unica fila di colonne, quelle laterali una fila doppia, e il lato frontale, attraverso cui si accede alla basilica, una fila tripla.
Nel portico dal triplo colonnato, si aprono altrettante porte. Una al centro, la più grande, raffigurante episodi della vita dei santi Pietro e Paolo, una sulla destra, detta Porta Bizantina, con pannelli che rappresentano Cristo e gli apostoli, e la Porta Santa, dedicata al tema della Trinità.
La basilica è a croce latina, ed è costituita da cinque navate, divise tra loro da quattro file di colonne.
La pavimentazione è in marmo, mentre lungo le navate e il transetto, spiccano dei tondi che raffiguano tutti i papi, da San Pietro fino a Benedetto XVI.

La basilica di San Paolo, pur trovandosi in territorio italiano, gode dell’extra-territorialità della Santa Sede.
I secoli hanno testimoniato la sua trasformazione da semplice sepolcro, nel I secolo, all’imponente basilica che oggi conosciamo, attraverso le tanti vicissitudini della storia.
Da sempre è per i cristiani di tutto il mondo uno dei luoghi sacri in cui più si identificano le origini della Chiesa, come si legge nelle parole di Leone XII, scritte in occasione della ricostruzione della basilica a seguito dell’incendio dell’800: “Vogliamo in primo luogo che sia soddisfatto compiutamente il voto degli eruditi, e di quanti zelano lodevolmente la conservazione degli antichi monumenti nello stato in cui sursero per opera di’ loro fondatori”.

Immagini tratte da Wikipedia

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Il portale EZ Rome e' una testata giornalistica di carattere generalista registrata al tribunale di Roma - Numero 389/2008
Direttore responsabile: Raffaella Roani - ISSN: 2036-783X
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