Venerdì, 19 Gennaio 2018

tarquinia - fonte wikipediaVisto che dovremmo averla quasi scampata da questo lungo e piovoso inverno, potrebbe iniziare a tornarci la voglia di qualche giorno al di fuori del raccordo!

Allora perché non recarsi verso nord, percorrendo un tratto di strada che costeggia il mare, attraverso il suggestivo percorso della cosiddetta autostrada azzurra che passando per Cerveteri, e le più note mete snob del Lazio negli anni '50-'60, Santa Severa e Santa Marinella, giunge attraverso la via Aurelia, a Tarquinia, detta la San Gimignano del Lazio.

Capirne le ragioni, non è difficile, già da lontano: la cittadina appare agli occhi di chi la raggiunge sia in macchina che in treno, dolcemente adagiata su un ampio colle dal quale svettano solo alcune delle torri medievali che la popolavano e le maestose e sicure mura che ancora oggi la proteggono.

Tarquinia, capitale etrusca e terra madre di alcuni tra i re di Roma, che ne portavano il nome, Tarquinio Prisco e Tarquinio il Superbo, cattura anche e soprattutto perché riesce a coniugare le sue tre anime: quella antica, quella medievale e la sua anima moderna, quella di sito balneare molto frequentato e di cittadina ricca di eventi, che soprattutto in estate animano la stagione di maggior afflusso al paese, che tra il lido, la collina e l'elegante frazione di Marina Velka, raddoppia i propri abitanti.

L'attuale Tarquinia, città piena di vita, non si sovrappose all'etrusca Tarchna, ma nacque nell'alto medioevo, su una collina vicina, distinta da quella, più indietro rispetto al mare, su cui oggi giacciono la rovine dell'acropoli.

Il primo nucleo del sito medievale risalente al XII sec. d.C. è sorto sul lato nord della collina, dove svetta imponente e maestosa tutt'oggi la fortezza di S. Maria in Castello con il pittoresco torrione della contessa Matilde di Canossa. Per entrare nella fortificazione si percorre un tratto di strada, racchiuso da due porte a gomito, che rimasto intatto, è capace di riportare il visitatore indietro nei secoli, quando dall'alto i soldati della contessa si difendevano dai nemici.

Successivamente quel nucleo, che nel frattempo si era espanso, ponendo più in là i propri confini e le proprie mura di cinta, prese il nome di Corneto, derivato dal crognolo, pianta locale e simbolo della città, tanto che oggi come allora, figura nello stemma di Tarquinia.

In questo nuovo cuore medievale sorsero palazzi e torri e soprattutto chiese, tra le quali si ricordano San Martino, costruita sul lato dell'omonima piazza, una tra le più pittoresche della città, San Salvatore, San Giacomo, l'Annunziata, che si affacciano verso l'interno, sulle colline della Tuscia e verso la Civita, l'acropoli etrusca.

Appena fuori dal centro abitato, per la strada che conduce verso Viterbo, la necropoli etrusca, con le tombe dipinte a vista, che insieme a quelle di Cerveteri costituiscono gli esempi meglio conservati e più spettacolari dell'arte tombale dell'epoca.

Ma non solo monumenti e siti archeologici: resteranno impresse nella mente di chi passeggerà per i suoi vicoli, molti stretti e tortuosi, altri ampi e tranquilli, i panorami mozzafiato, che spaziano dall'entroterra della Tuscia, sino alle alture del Monte Argentario e dell'Isola del Giglio, che soprattutto nelle giornate di tramontana sembrano quasi potersi toccare con un dito: vale perciò la pena percorrere tutta la salita che da Corso Vittorio Emanuele II giunge all'Alberata Dante Alighieri, oppure deviare l'itinerario per la chiesa di Santa Maria in Castello ed ammirare ciò che si scorge dalla Ripa oppure dirigere lo sguardo verso il mare dal giardino di Sant'Antonio o dal Parco delle Mura.

Anche i più esigenti in campo enogastronomico saranno accontentati: numerosi sono i ristoranti che portano avanti la tradizione dei piatti tipici della cucina locale, dall'acquacotta, alle frittelle di borragine, passando per il fungo ferlengo arrostito al panpepato per concludere, il tutto accompagnato da un buon bicchiere di Corithus, pregiato vino locale. I ristoranti il Cavatappi, l'Amba Aradam e Re Tarquinio, e l'enoteca il Grappolo, sapranno condurre i loro clienti con professionalità e cortesia alla scoperta dei sapori locali.

La cittadina del viterbese, crocevia tra Lazio e Toscana, si colloca quindi, di diritto, tra i borghi più belli d'Italia. Dà il meglio di se nei periodi in cui si prepara e rinasce per i suoi eventi di maggior rilievo: a Pasqua, per esempio, quando tutta la popolazione, anche chi non vi risiede più da anni, vi si raduna per celebrare la resurrezione di Cristo, e la statua del Cristo Risorto, simbolo storico e affettivo della città, troneggia tra due ali di folla festante la domenica di Pasqua; oppure a cavallo del 1 maggio quando tra le vie del centro e del lido ha luogo la Mostra Mercato delle Macchine Agricole, unica nel suo genere, e Tarquinia in Festa, fiera di articoli vari; o ancora a Ferragosto quando al lido, dopo la suggestiva processione della Madonna in barca sul mare dopo il tramonto, la serata si conclude con lo spettacolo pirotecnico sulla spiaggia.

E' fuor di dubbio che la maggior parte dei romani ne conoscano già le qualità e le infinite risorse, ma un consiglio per chi non l'abbia ancora visitata è d'obbligo: nella vostra prossima gita fuori porta, pianificate una sosta a Tarquinia, non ve ne pentirete!

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Il portale EZ Rome e' una testata giornalistica di carattere generalista registrata al tribunale di Roma - Numero 389/2008
Direttore responsabile: Raffaella Roani - ISSN: 2036-783X
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