Giovedì, 26 Aprile 2018

Castel_Santangelo_1_artRoma è una città unica, che grazie alla storia millenaria e all’inestimabile ricchezza artistica, ha, oltre che una dimensione fisica, una dimensione temporale. Passeggiando attraverso i suoi vicoli, attraversando i suoi ponti, osservando i tanti monumenti che ospita, è infatti impossibile prescindere dal periodo in cui vennero costruiti e dalla storia che ce li ha consegnati.
Castel Sant’Angelo ad esempio, uno dei monumenti simbolo della città, fu consacrato al culto cristiano solo durante l’anno 600, e fu inizialmente la tomba dell’Imperatore Adriano, ma in seguito anche fortezza e carcere. Michele, l’arcangelo guerriero che svetta sulla sua sommità, volge il suo sguardo al Campo Marzio, centro della vita militare della Roma repubblicana. Si narra che l’arcangelo Michele rinfoderò la spada davanti al popolo che invocava la fine della peste del 590, camminando in processione lungo il Tevere.
Il fiume stesso attraversa Roma e la sua storia, fino in epoca moderna, quando pochi mesi dopo la Breccia di Porta Pia, sommerse la città appena divenuta italiana.

La prossima volta che attraversate Ponte Sant’Angelo, pensate che un tempo era la sola via per raggiungere facilmente il Campo Marzio. Tutti gli altri ponti a nord di ponte Sisto, sono infatti di epoca successiva alla costruzione di Ponte Sant’Angelo, che fu voluto nel II secolo per servire la tomba di Adriano, il cosiddetto Mausoleo Hadrianeum. Quest’ultimo, divenuto nei secoli fortezza e carcere, fu consacrato a san Michele arcangelo, la cui statua svetta sulla sommità. L’Hadrianeum prese così il nome di Castellum Sancti Angeli.
Ponte Sant’Angelo,inizialmente di dimensioni piuttosto ridotte, veniva usato principalmente come passaggio delle processioni dei pellegrini verso San Pietro, e solo a fine ‘800 venne ampliato con la costruzione dei muraglioni del lungotevere. Gli interventi si resero necessari in seguito alla devastante alluvione che sommerse diversi quartieri di Roma, tra cui proprio il Campo Marzio, nel dicembre 1870, pochi mesi dopo la Breccia di Porta Pia.

L’ansa formata dal Tevere in questo punto abbraccia il Campo Marzio, area che si estende fino al Quirinale e al Pincio, e che deve il suo nome a Marte, dio della guerra. In età repubblicana si tenevano qui le principali attività militari, come l’ addestramento, la convocazione e il censimento dell’esercito, essendo la zona al di fuori del pomerium, il recinto sacro della città dove erano vietate le armi.
Da Ponte Sant’Angelo si imbocca via dei Coronari,uno dei primi rettilinei di Roma, oggi famosa per i negozi di antiquariato, ma che in passato era la via dei venditori di rosari, detti anche corone, che i pellegrini non mancavano mai di comperare. In questa zona sono diverse le vie che coi loro nomi ricordano la storia della città e dei suoi abitanti, come via de’ Giubbonari, vicolo de’ Catinari o largo dei Librari.

Proseguendo la passeggiata, alla fine di via dei Coronari si apre Piazza Navona, centro pulsante di Roma, che ospita a tutte le ore musicisti di strada, pittori e lettori di tarocchi, e la prima settimana di gennaio, la festa della Befana più famosa della città.
Piazza Navona è lo scenario di spettacoli e intrattenimenti da diversi secoli. Fino all’800, ad esempio, vi si tenevano le naumachie, giochi acquatici che si creavano chiudendo gli scarichi delle fontane, inondando così il centro della piazza.
Non tutti sanno che Piazza Navona deve la famosa forma di ovale allungato, al fatto che sorge sullo stadio di Domiziano, il primo stadio di Roma, capace di ospitare fino a 30.000 spettatori sui gradini della cavea, corrispondente agli edifici che oggi circondano la piazza.
Il vero spettacolo è però la Fontana dei Fiumi del Bernini (1651), che rappresenta i maggiori fiumi della Terra: Danubio, Rio della Plata, Gange e Nilo. E’ alimentata da un acquedotto di epoca romana ancora oggi perfettamente funzionante, considerato una delle meraviglie della Roma sotterranea.

A pochi passi da Piazza Navona, un’altra piazza storica: Piazza Campo de’ Fiori. Deve probabilmente il suo nome ai prati fioriti che si estendevano in questa zona prima che venisse costruita la piazza, anche se la leggenda vuole invece che il nome derivi da Flora, la donna amata da Pompeo.
Nel ‘400 Papa Callisto III fece lastricare l’intera area, che acquistò prestigio diventando luogo di passaggio di personalità, oltre che un fiorente centro commerciale noto per il mercato dei cavalli, le locande e le botteghe.
A Campo de’ Fiori avevano luogo le esecuzioni capitali, come ricorda al centro della piazza la statua di Giordano Bruno, il frate domenicano filosofo, accusato di eresia dall’Inquisizione e bruciato sul rogo proprio qui nel 1600. I roghi degli eretici erano così frequenti da sollevare le lamentele degli abitanti a causa dell’aria irrespirabile, mentre l’inaugurazione della statua di Giordano Bruno nel 1889, scatenò tensioni violente tra i repubblicani e i sostenitori del papa.
Campo de’ Fiori è l’unica piazza antica di Roma dove non esiste una chiesa.

Immagine tratta da Wikipedia

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