Mercoledì, 17 Gennaio 2018

Ti potrebbe anche interessare

Sport

Calcio sì, ma non solo! La Capitale offre eventi sportivi per tutti i gusti e le passioni. Il tifo è ammesso, ma il fair play è d'obbligo!

Con un gol per tempo dei due attaccanti i biancocelesti tornano alla vittoria ridimensionando gli azzurri, al primo stop esterno in campionato. Con un colpo di spugna, la Lazio cancella la settimana terribile del derby e torna al successo a spese del Napoli riprendendo la bella corsa al vertice. Un successo nettissimo, frutto di un'evidente superiorità tecnico-tattica da parte dei biancocelesti che non hanno davvero penato per venire a capo di una squadra apparsa eccessivamente remissiva. Il Napoli fa decisamente due passi indietro: per la prima volta cade lontano dal San Paolo e per la prima volta non segna. Ma quello che soprattutto non è piaciuto degli azzurri è stato l'atteggiamento. Hanno lasciato sempre l'iniziativa nelle mani dei Laziali, anche una volta passati in svantaggio. E' mancata, probabilmente, la regia di Gargano ma non può bastare l'assenza di un singolo a giustificare una prestazione collettiva al di sotto delle aspettative. Zarate è comunque stato l'uomo in più della Lazio, che ha sbloccato il risultato al 15° del primo tempo, ha colpito una traversa e ha fatto l'assist per Floccari che ha raddoppiato al 61°, oltrechè mettere in crisi la difesa del Napoli per tutta la partita. Reja ha dichiarato che ci vorrebbe sempre uno Zarate così, ma purtroppo quello che manca di solito all'Argentino è proprio la continuità.

Una delle sfide storiche del campionato italiano finisce in parità con un gol per parte che accontenta tutti e non accontenta nessuno. Fa più gioco la Roma, nel primo tempo, che però soffre molto sulle accelerazioni della Juve, soprattutto sul versante destro: da una di queste è nato il vantaggio, siglato da Iaquinta su pregevole assist di Aquilani. Il pari dei giallorossi a tempo scaduto: fallo di mano di Pepe in barriera su punizione di Totti, successivamente freddo nella trasformazione del rigore. Nella ripresa, sostanzialmente, si ripete il primo tempo con la Roma che cerca di controllare con il possesso palla e la Juve che cerca di ripartire in velocità per raddrizzare la partita e nella seconda metà del secondo tempo riesce anche a chiudere in difesa la Roma, ma alla fine rimane tutto invariato e si va negli spogliatoi con l'1-1.

roma_scudetto_plazio_scudetto_pE sono tre. Claudio Ranieri si conferma l'ammazza-Lazio vincendo il 3° derby consecutivo. La Roma prosegue così la sua bella striscia e condanna i cugini a una sconfitta che, pur non togliendogli il meritato primato, ne rallenta, di fatto, la fuga. Un successo figlio degli episodi (due rigori) ma anche di un atteggiamento fin troppo prudente da parte della capolista che, in pratica, ha regalato quasi un'ora ai rivali prima di iniziare ad attaccare come sa. Nella Lazio sono mancati principalmente gli automatismi di gioco ed ha faticato molto più del solito ad arrivare negli ultimi 20 metri. Meglio la Roma con buoni scambi in attacco tra Vucinic, Menez e Borriello anche se una difesa un pò ballerina fa stare sempre in apprensione. I due gol della Roma, segnati entrambi nel secondo tempo e su rigore, hanno consentito a Borriello di segnare il suo primo gol nel derby di esordio, mentre hanno consentito a Vucinic di segnare il suo settimo ai cugini. Per la Lazio si è trattato comunque anche di una giornata poco fortunata, con un palo e due rigori negati, ma alla fine la Roma ha meritato di vincere per aver osato di più.

Un capolavoro del difensore brasiliano Dias regala a Reja i tre punti sul Palermo: i capitolini volano a +4 sull'Inter. Buona comunque la prova dei rosanero, con Muslera costretto in diverse occasioni a salvare il risultato. Espulso Biava, che salterà il derby. Non è la Lazio di Maestrelli e nemmeno quella di Eriksson ma i ragazzi di Edy Reja ci hanno preso gusto: i capitolini espugnano un campo a dir poco complesso come quello di Palermo, garantendosi almeno altre due settimane di vetta solitaria. E' stato probabilmente il successo più complicato tra quelli arrivati in questo avvio di campionato, complice un assalto prolungato dei rosanero, agevolato anche dall'espulsione di Biava che ha reso incandescente il quarto d'ora finale. Nascondersi ancora inizia a diventare difficile ma Edy Reja mantiene il profilo basso anche dopo il successo di Palermo. "Stiamo facendo ottimi risultati, la squadra oggi ha dimostrato carattere, soffrendo tanto in inferiorità numerica. Abbiamo bisogno di terminare il girone di andata per capire che tipo di campionato sarà il nostro".

Con Burdisso e Vucinic la Roma ritrova il sorriso, ma il 2-0 al Lecce viene quasi oscurato dall'espulsione del capitano giallorosso, che costa anche la rinuncia al derby. La gara è stata piacevole, grazie anche alla buona prova dei pugliesi. Sarebbe l'occasione per scrivere di una Roma prossima all'uscita dal tunnel dei brutti risultati di questo scorcio di stagione, visto che il 2-0 al lecce regala ossigeno, tre punti pesanti e la possibilità di entrare in una settimana decisiva con la testa leggermente più libera rispetto all'ultimo periodo. Inevitabilmente, invece, l'attenzione viene rubata dall'espulsione subita da Francesco Totti (anche un pò dubbia, ma poi suffragata da una reazione eccessiva e sguaiata) proprio mentre Vucinic chiudeva il match: il numero 10 salterà il derby di domenica prossima e forse anche qualcos'altro.


Olimpia non vola ma la Lazio sì. Non si ferma la marcia della squadra di Reja, che batte 2-1 il Cagliari con i gol di Floccari al 21° del primo tempo e di Mauri all'8° del secondo tempo e con Matri che al 14° del secondo tempo accorcia le distanze. Così la squadra dei biancocelesti consolida il primato solitario salendo a quota 19 punti: mai così bene in campionato dopo le prime otto giornate. Prima della partita niente volo per la mascotte biancoceleste, che resta appollaiata sulla copertura dello stadio. Comunque c'è da dire che è stata una bella partita, con vari rovesciamenti di fronte, con varie occasioni per entrambe le squadre e con un risultato che tiene con il fiato sospeso i tifosi laziali fino al fischio conclusivo dell'arbitro.

Che dire di una partita finita 0-0 tra due squadre in crisi, nervose e paurose? L'unica è parlare dei dettagli e di ciò che ha più colpito. Nel giorno del primo pareggio in trasferta della stagione per la Roma, dopo cinque sconfitte consecutive, per di più senza subire reti, ecco che le sostituzioni di Totti e Vucinic rischiano di mettere da parte la parziale ripartenza della Roma dopo una settimana faticosa e difficile. Perchè quando il capitano viene sostituito ha dimostrato di non accogliere molto bene il cambio, perchè Vucinic, che stava giocando benino, ha fatto vedere un certo disappunto, perchè in una partita come questa contro il Parma far uscire due giocatori che possono saltare l'uomo non sembra una grande idea. Ma, visto che c'è il silenzio stampa, la squadra si è tricerata dietro un "E' stata una scelta tecnica" e i dubbi di uno spogliatoio non proprio tranquillo rimangono.


E' la giornata dei leader, degli uomini simbolo. Hernanes porta in vetta la Lazio, Eto'o con una magia tiene viva una brutta Inter, Krasic trascina la Juve, Cassano la Sampdoria e Pastore il Palermo. Sabato è stato il turno di Ibrahimovic e Totti per Milan e Roma. Ma è soprattutto la giornata di Edy Reja, cui Lotito in uno slancio di entusiasmo ha promesso una carriera alla Fergusson. Entusiasmo giustificato perchè la Lazio, in barba a chi la etichettava come una meteora di inizio stagione, resta in testa grazie a una vittoria esterna, al San Nicola di Bari e senza neanche giocare una partita memorabile. Insomma come le squadre vere, con una buona dose di cinismo che arriva in soccorso quando lo smalto non è dei migliori. L'obiettivo della serata è quello di rispondere alle vittorie di Milan e Inter. E così che Hernanes è sempre più un gran colpo di mercato ed è tatticamente l'arma in più in fase offensiva, ma anche difensiva e corre per tutti. Reja lo schiera dietro Floccari, con Zarate e Mauri mentre Ventura contrasta la coppia del Bari formata da Barreto e Kutuzov. La gara è di una noia mortale perchè è bloccata e il primo tempo se ne va via senza emozioni di rilievo. Nella ripresa però il Bari paga il primo sbaglio. Mauri serve l'assist ad Hernanes che corona la sua prestazione con il gol del vantaggio. Il Bari non riesce a reagire e la fortuna non è dalla sua parte. Il secondo gol, fortunoso, è di Floccari che devia in rete un tiro di Mauri. Il neo entrato Castillo, per il Bari, prova ad invertire la rotta ma colpisce il palo. Così Inter e Milan si trovano ad inseguire.

Dopo un'estate passata a sognare il tridente, a testare l'intesa tra Totti, Vucinic e Adriano prima di aggiungere anche Borriello, dopo aver sperimentato senza successo un modulo che consentisse a tutte le punte di convivere in una affollatissima prima linea, la restaurazione. E la scoperta che, per tornare a vincere, non servono tante punte, ma tanti mediani: Taddei, Perrotta, Brighi e Pizarro. Sui primi due Spalletti aveva costruito la più bella Roma degli ultimi anni ed ora è tempo di ritrovare i vecchi fasti. La vittoria della Roma sul Genoa, ad opera di Borriello e Brighi, ha mandato un altro messaggio chiaro: almeno in casa, la Roma sta tornando. In 5 gare stagionali davanti ai propri tifosi, Totti e compagni hanno collezionato tre vittorie e due pareggi. Dopo i pari con Cesena e Bologna, tre vittorie in serie, contro Inter, Cluj e Genoa. Un dato confortante soprattutto perchè  nelle prossime 7 gare la squadra Roma ne giocherà 5 all'Olimpico contro Basilea, Lecce, Lazio e Fiorentina. E poco importa che sia il club di Lotito ad ospitare il derby. Proprio all'Olimpico la Roma ha costruito la propria fortuna l'anno scorso: 21 vittorie in 26 gare nello stadio di casa dal giorno dell'arrivo di Ranieri. Un amuleto per provare a uscire definitivamente dalla crisi.

Nello spareggio per restare aggrappato alla vetta, il Napoli ridimensiona la Roma e resta affiancato al Milan e all'Inter, subito alle spalle della Lazio. Il successo di una squadra che ha confermato di essere in ottima condizione. Il quasi inedito modulo voluto da Ranieri, che lo aveva adottato già l'anno scorso contro il Napoli, si è rivelato un boomerang per il tecnico giallorosso. La squadra è risultata troppo compassata e prevedibile, non è riuscita a contrastare le ripartenze del Napoli ed inoltre le sostituzioni di Menez e Borriello hanno tolto gli unici in grado di farla risalire. Tutto ciò, unito al fatto che nella ripresa la Roma ha sempre un calo fisico e soprattutto psicologico, mentre il Napoli è proprio nelle riprese che si esalta, ha fatto sì che si passasse in breve tempo da un faticoso (per la Roma) 0-0 ad un 2-0 con il secondo per autogol di Juan che rende la situazione abbastanza drammatica per la Roma e abbastanza rosea per il Napoli.

Come ho già detto, e come ha anche confermato ieri il tecnico Reja, questa Lazio per continuare a fare bene deve tenere un profilo basso e lavorare. In pratica l'Aquila deve volare radente e con obiettivi a vista. La squadra è assettata bene in difesa e rischia pochissimo ed ha varie soluzioni in attacco da proporre di volta in volta a seconda delle squadre che va a incontrare. Ieri la partita è stata risolta da un unico episodio con un inserimento di Mauri ben servito da Hernanes, ma durante tutta la partita la Lazio ha dato l'impressione di controllare bene e di poter risolvere in diverse occasioni, nonostante un buon Brescia che ha comunque provato a fare la sua partita, anche se senza impensierire troppo la difesa della Lazio. Si potrà comunque vedere nelle prossime cinque giornate di che pasta è veramente fatta questa Lazio e cioè se ha speranze di combattere fino alla fine per la Champions League o se si dovrà accontentare di un campionato tranquillo.

lazio_scudetto_pUna grande Lazio espugna il Bentegodi e si issa con l'Inter in testa alla classifica. Vittoria netta, ma anche una serie dolorosa di errori laziali davanti a Sorrentino nel primo tempo. Zarate, Mauri, Hernanes, un palo di Zarate al 33° con un tiro fortissimo dal limite dell'area, ancora Zarate un minuto dopo a un passo dal vantaggio. Il Chievo si copre e riparte con fatica. Il gol è nell'aria e al 70° arriva finalmente con Zarate (il più attivo): lancio di Mauri e tiro da posizione defilata dell'argentino che sorprende Sorrentino. Cresce il Chievo, ma è ancora Hernanes ad avere l'occasione di chiudere in anticipo il pomeriggio. Reja tira le coperte nel finale con Stendardo per Hernanes. Vittoria comunque meritata, 10 punti e primo posto in coabitazione, ma per continuare così è meglio profilo basso e pedalare.

roma_scudetto_pGara molto tattica con un primo tempo con pochissimi spunti, qualcosa più l'Inter, ma niente di trascendentale e alla fine uno 0-0 giusto ma abbastanza noioso. Il secondo tempo si vede qualcosina di più, ma è un gioco molto nervoso, spezzettato, con sette ammoniti, contro uno solo del primo tempo e comunque l'arbitro tiene bene in mano la partita. C'è anche il valzer delle sostituzioni con cinque cambi (tre Roma e due Inter) e c'è un episodio da segnalare che forse porterà degli strascichi: quando al 31° viene sostituito Totti con Vucinic, non si ferma in panchina, non saluta Ranieri e se ne va direttamente negli spogliatoi. Mah!!! Comunque, nonostante tutto ciò la Roma riesce a portare a casa la partita, a rilanciarsi e a fermare la corsa dell'Inter che era già capolista e tutto questo per un episodio avvenuto al 47° in pieno recupero e per merito di quel Vucinic entrato al posto di Totti. Ari Mah!!!!

30_ostia_2Il mare e i luoghi storici del lido di Roma: ecco gli ingredienti della terza edizione della "30 Km del Mare di Roma".

Domenica 10 ottobre prossimo si terrà la terza edizione della "30 Km del Mare di Roma", una delle tante manifestazioni, forse la più attesa, di corsa su strada, che si corre per le strade della cittadina marittima alle porte di Roma. La gara della distanza di 30 Km, è riservata ai tesserati FIDAL e agli Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI.

Leggi tutto...

roma_scudetto_pL’andamento di questa difficile e brutta partita è sintetizzato tutto al 20° minuto del secondo tempo, quando viene assegnato (o dovremmo dire regalato) un rigore inesistente al Brescia, già in fuorigioco: Mexes, già ammonito in precedenza, interviene sul pallone e poi su Eder al limite, ma ancora fuori, dell’area. Il Brescia trasforma ottenendo il 2-0, così il gol di Borriello sul finire del match non basta a raggiungere un pareggio, che sarebbe stato certamente meritato dalla squadra capitolina che ha messo tutto ciò che aveva in campo per portare a casa la vittoria, e a cui invece non è stato nemmeno assegnato un rigore legittimo. Purtroppo la rabbia di Mexes contro gli arbitri, e il guardalinee in particolare, avvelenano ulteriormente gli animi di giocatori e tifosi e non aiutano a ridare equilibrio ad una situazione ormai disastrosa. Le critiche, seppur giusticate nei contenuti ma troppo rabbiose nella forma, ai quattro in nero nel dopopartita non fanno onore alla squadra e contribuiscono a spingere al vittimismo i protagonisti e i loro sostenitori. A questo si aggiunge l’infortunio sul finire di Julio Sergio (ma non c'è frattura della caviglia come si temeva), che quindi salterà come Mexes l’incontro con l’Inter. La paura di sprofondare definitivamente con il prossimo incontro ora è grande. La partita sarà sabato sera, non c’è già più tempo per le recriminazioni e i rimpianti: il momento di reagire è ora.

lazio_scudetto_pPartita importante per entrambe le squadre, la Lazio per non perdere il treno, il Milan per recuperare il terreno perso, ed in genere tutto questo si presta ad una partita tattica e noiosa in cui tutti hanno paura di perdere. Ed invece, a sorpresa, le due squadre si controllano e si equilibrano, ma entrambi hanno voglia di vincere ed anche se il primo tempo finisce sullo 0 - 0 ci sono due belle occasioni per parte con Ibrahimovic e con Hernanes. Il secondo tempo riprende sulla falsa riga del primo, con diverse occasioni da entrambe le parti, ma anche con un gol per parte: passa in vantaggio il Milan al 21° con Ibrahimovic e pareggia la Lazio al 36° con Floccari, poi ci sono tre sostituzioni per parte e un incrocio dei pali di Zambrotta, ma la cosa più importante è che ci sono le ultime due occasioni al 47° per la lazio e al 49° per il Milan, in pieno recupero, segno che entrambe le squadre avevano voglia di vincere. Finisce 1 - 1 e comunque il risultato è giusto per quello che si è visto in campo.

roma_scudetto_pUna partita altalenante, anzi quasi due partite nelle due frazioni di gioco. Le squadre che si vedono nel secondo tempo sono quasi lo specchio di quelle che si vedono nel primo, anche se al cambio di campo non viene fatta nessuna sotituzione. Il primo tempo la Roma domina il campo quasi per tutti i 45 minuti, di fronte a un Bologna sbigottito, male organizzato e remissivi. La squadra capitolina va a segno già al 7° con il primo gol giallorosso di Borriello su assist di Mexes. Poi è un attacco continuo, con ripetuti tentativi di Totti, De Rossi e Borriello stesso, ma la palla sembra non voler più entrare. Anche la palla in rete di Juan viene annullata per fuorigioco. Nel secondo tempo, invece, la Roma fa il grave errore di sottovalutare il Bologna, squadra notoriamente ostica e decisa a portare a casa punti fino all’ultima palla. Complici sia le traverse di Totti sia l’autogol di Rubin, che per anticipare Brighi entrato al posto di De Rossi spiazza il suo portiere, i giallorossi si sentono ormai al sicuro, con la vittoria in tasca. E lasciano troppi spazi ai rossoblu e soprattutto all’ottimo Di Vaio, che supera Julio Sergio al 32° e di nuovo al 45° della seconda frazione. I 3 minuti di recupero e l’ammonizione dello stesso Di Vaio non servono agli undici di Ranieri a recuperare un’occasione persa beffardamente. La Roma è solo a 2 punti e Ranieri dovrà lavorare davvero molto durante la settimana se vuole riguadagnare la fiducia dei tifosi.

lazio_scudetto_pNell’anticipo della terza giornata, la crisi dei Viola continua e la Lazio, che inizia in sordina e sembra quasi confusa in partenza, sa approfittarne al momento giusto per portare a casa una bella vittoria e punti preziosi. La prima mezzora di partita non è delle più divertenti: entrambe le squadre, ancora fresche, non sembrano concentrate e non costruiscono. Gli undici della Fiorentina si scaldano lentamente e cominciano a fare la partita, ad attaccare ripetutamente e ad innervosire un’incerta Lazio, fino al 19°, quando Ledesma strattona Cerci in area biancoceleste e l’arbitro concede il rigore, facilmente trasformato da Ljajic. Comincia da qui la reazione della Lazio in un crescendo che si concretizza con il gol dello stesso Ledesma al 31°, che così pareggia il risultato parziale e l’errore di aver procurato agli avversari un rigore. Da questo momento in avanti, anche per tutto il secondo tempo, la profonda crisi viola si fa sentire in tutta la sua gravità, e una agguerrita Lazio ne approfitta per non lasciare più spazi e per mostrare tutta la sua grinta: al 22° del secondo tempo Kozak, in seguito ad una respinta troppo corta di Frey su tiro di Hernanes, mette in rete e si assicura il meritato 2-1. Con questa vittoria che la porta a quota 6 in classifica la Lazio affronterà certo con maggiore sicurezza il Milan mercoledì prossimo.

lazio_scudetto_pPartita con un primo tempo equilibrato in cui la Lazio è più spumeggiante, mentre il Bologna è più ordinato tatticamente ed alla fine si annullano a vicenda, finisce 0-0. Nel secondo tempo invece succede tutto e comincia la Lazio con un 1-2 in 6 minuti tra il 24° e il 30° con Mauri e poi Rocchi. Il Bologna comunque reagisce e dopo 4 minuti accorcia le distanze con Mudingayi (ex-laziale e quindi il cosiddetto gol dell'ex), per poi mangiarsi letteralmente il pareggio dopo altri 5 minuti con Paponi che spreca da solo davanti a Muslera. E, altro luogo comune, a gol mancato gol subito, dopo altri 7 minuti arriva il 3° gol della Lazio su calcio di rigore (dubbio) di Hernanes. Così la Lazio centra un doppio obiettivo e cioè riscattare la partita scialba precedente e passare davanti alla Roma in classifica.

roma_scudetto_pCominciamo bene! Due partite con un pareggio e una sconfitta che, per recuperare la media inglese, ci vorrà tutto il girone di andata. La partita con il Cagliari è stata per gran parte condizionata dall'espulsione di Burdisso, peraltro sacrosanta, ma che ha fatto giocare la Roma per più di 65 minuti in 10. E comunque ha fatto tutto il Cagliari, la partita, i gol e persino l'autogol che è stata l'unica segnatura della Roma. Erano 44 anni che il Cagliari non segnava tanti gol alla Roma (4-0) che, sinceramente, ha anche meritato di perdere in una partita in cui non ha mai preso in mano le redini del gioco e ha subìto la maggiore velocità ed intraprendenza del Cagliari. Siamo all'inizio e c'è tutto il tempo per cambiare registro. Sperem!!!

Sostieni i progetti di CESVI Onlus, combatti la fame e povertà nei paesi più poveri del mondo.
Ti preghiamo solo di ricordarlo nelle ricorrenze importanti scegliendo i regali solidali di CESVI, oppure le bomboniere CESVI, tra cui le bomboniere cresima solidali e i sacchetti portaconfetti per rendere l'evento ancora più speciale.

Info testata

Il portale EZ Rome e' una testata giornalistica di carattere generalista registrata al tribunale di Roma - Numero 389/2008
Direttore responsabile: Raffaella Roani - ISSN: 2036-783X
Questo Periodico è associato all'USPI - PI 09041871006

Info contenuti

Non si dà nessuna garanzia sulla correttezza delle informazioni e si invita esplicitamente a verificarne l'attendibilità con mezzi propri.
creative commons
This opera by Ez Romeis licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui (informativa estesa) Informativa estesa cookie.

Chiudi avviso