Giovedì, 22 Febbraio 2018

locandina_giotto_e_il_trecentoIl più Sovrano Maestro stato in dipintura. Così ce lo riporta Giovanni Villani nella sua opera Cronica del 1340. Figura di spicco del Medioevo, artefice di significativi cambiamenti per l'arte del nostro Paese, emblema di una svolta epocale nelle tecniche di esecuzione pittorica: a Giotto è dedicata un'imponente rassegna inauguratasi lo scorso 6 marzo presso il Complesso del Vittoriano, che si protrarrà fino al 29 giugno 2009.

Dopo circa settant'anni dall'ultima mostra intorno alle opere del grande artista svoltasi nella Galleria degli Uffizi di Firenze, l'atteso ritorno prevede un'esposizione di oltre centocinquanta opere, di cui venti capolavori del Maestro, attraverso i quali, oltre a ripercorrere le tappe fondamentali della sua vita, si compie un excursus sulla storia artistica italiana tra la fine del duecento e la prima metà del trecento. Si pone l'accento, inoltre, sul grande influsso che Giotto esercitò sui suoi discepoli ma soprattutto sull'arte figurativa, architettonica e scultorea di quel tempo, dando inizio ad un nuovo concepimento dello sfruttamento dello spazio, per mezzo dell'introduzione dei concetti di profondità, prospettiva, tridimensionalità e plasticismo, veri capisaldi della sua innovazione.

Al centro della rappresentazione espositiva il cosiddetto "percorso giottesco" che attraversa i luoghi di formazione dell'artista, le principali regioni che hanno risentito del suo influsso e che hanno per così dire "coniato" il suo stile, attraverso un lungo e profondo apprendistato; Lazio, Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Umbria, Marche e Campania: questi i siti che hanno contribuito ad alimentare la fama di Giotto e dove egli ha elaborato le sue opere più importanti.

L' "Italia di Giotto" fa da corollario alla mostra: si tratta di una sezione espositiva informativa che offre una lettura più completa della vita del Maestro e che cerca di creare un contesto esaustivo della sua produzione; non solo, scopo della ricostruzione geografica che affianca l'esposizione è anche quello di risaltare, attraverso la promozione delle risorse artistiche, i territori italiani, rivalutando e conferendo una maggiore notorietà alla loro immagine. In questa direzione, il contributo dell'Enit - Agenzia Nazionale del Turismo all'evento è stato davvero rilevante.

Un filmato concesso dall'Istituto Luce inoltre viene proiettato continuamente durante la mostra per fornire un racconto abbastanza dettagliato delle vicende più significative dell'artista.

Altro nodo centrale della rassegna viene considerata la grande influenza che lo stile di Giotto esercitò sui suoi allievi e sui contemporanei, oltre che sull'arte in generale; dunque in mostra sono presenti veri e propri capolavori dei pittori più rappresentativi di quel tempo quali Cimabue, Simone Martini, Taddeo Gaddi, gli scultori Giovanni Pisano, Arnolfo di Cambio e tra i miniatori il Maestro del Codice di San Giorgio, uno dei più fedeli interpreti della lezione giottesca.

L'azione di Giotto si riflette pertanto non solo sulla pittura, ma anche sulla scultura e sulle arti suntuarie, in special modo manoscritti miniati e lavori di oreficeria.

 Tra le opere di Giotto, oltre ai venti capolavori esposti tra i quali spiccano il Polittico di Badia, il mosaico con l'Angelo dalla Navicella di San Pietro e il Polittico Peruzzi, è possibile osservare i suoi maggiori cicli di affreschi situati nella Basilica di San Francesco di Assisi e nella Cappella degli Scrovegni di Padova attraverso un'esperienza del tutto originale che si avvale di una tecnologia altamente innovativa. Grazie alla presenza di nove monitor con sistema di puntamento touch screen, l'osservatore può selezionare una singola scena dell'affresco per visualizzarla più dettagliatamente. È consentito quindi "navigare" all'interno dell'opera attraverso questo sofisticato procedimento di ripresa fotografica, senza perdita di risoluzione delle immagini.

Si assiste ad un notevole tentativo di ricreare un quadro il più possibile completo sulla vita e le esperienze artistiche di Giotto, considerato il primo vero pittore "italiano", nonché sulla storia dell'arte tra il XIII e il XIV secolo, per celebrare colui che, portavoce di una nuova tecnica, ha attuato una sintesi della tradizione classica e medievale e, allo stesso tempo, ha gettato le basi per il Rinascimento.

 Teatro di questa ricca esposizione il Museo del Vittoriano nel cuore di Roma, che ospita da sempre i capolavori dei più importanti artisti passati alla storia e che con il suo affascinante passato, l'imponenza della struttura e l'eleganza degli interni, contribuisce a creare il disegno raffinato nel quale si colloca l'evento.

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Il portale EZ Rome e' una testata giornalistica di carattere generalista registrata al tribunale di Roma - Numero 389/2008
Direttore responsabile: Raffaella Roani - ISSN: 2036-783X
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